Partenza da Venezia il giorno 11 con ancora i postumi del matrimonio vivi e vegeti.
L'inizio non è dei migliori a dire il vero: già di mio semi
terrorizzato dal volo l'idea di partire con la pioggia non mi solleva
certo il morale e, per giunta, arrivato al Marco Polo alle 8.45
(partenza del volo prevista per le 11.00) la prima cosa su cui cade il
mio sguardo è il tabellone e soprattutto la scritta NEW YORK... 2 ore
di ritardo (sigh...).
Dato che voglio godermi il viaggio decido di non lasciarmi turbare e
con la fresca consorte mi avvio al check-in: tutto ok, bagagli
imbarcati, procedure svolte senza intoppi (e preso nota del fatto che
sul nostro volo ci saranno anche Belinelli & Mancinelli in partenza
per l'avventura Summer-League) e via all'attesa che alla fine si
rivelerà leggermente superiore (partenza effettiva 13.40).
Le ore in volo passano tranquille (mi godo anche Svalvolati on The Road
oltre ai 4/5 pasti/spuntini tutto offerto dalla Delta) ma l'amara
sorpresa deve ancora arrivare..
Atterraggio tranquillo, mezz'ora di ritardo recuperata ma.. il JFK è
ko, non ci sono terminali disponibili e decine di aerei attendono in
fila di poter far sbarcare le persone: 2 ore di attesa anche qui!!!
Per fortuna anche negli USA le pratiche burocratiche volano via senza
intoppi ed alle 19.45 usciamo dall'aeroporto (dovevano essere le
15.30.. sigh) e ci mettiamo alla ricerca di un taxi.
50 minuti (e 55 dollari) dopo e si arriva al Roosvelt Hotel.
L'hotel è sicuramente bello, unica pecca è che, trattandosi di una
struttura di diversi anni, dispone di camere di dimensioni
relativamente ridotte ma.. chi se ne frega!!
Posati i bagagli e via verso una prima veloce passeggiata nella sera newyorkese ed un hamburger da McDonald.
La prima giornata finisce qui: stanchi ritorniamo in albergo per riposare e prepararci a vivere NY!!
Il secondo giorno inizia all'alba, nel vero senso della parola (grazie al jet-lag eravamo completamente svegli alle 04.00...)
Iniziamo con la colazione da Starbucks (un must): megacaffettone (la
scelta è davvero ampia, noi abbiamo entrambi optato per un "mocha" con
panna e cioccolato) e ciambellona (io) o muffin (la sposa) anch'essi di
dimensioni americane.
Prima tappa:
St Patrick Cathedral: tanto grande quanto bella!!
Seconda tappa:
Rockfeller Center (si trovano l'uno di fronte all'altra), visita veloce
ma che permette di prendere confidenza con i panorami cittadini
Terza tappa: Grand Central Station, con il suo famoso orologio dove
abbiamo visto (non quel giorno ma in una seconda occasione) girare una
scena del nuovo film con DiCaprio-Winslett (non le 2 star, solo
comparse): la cosa non è rara, girando per la città era piena di
cartelli con l'indicazione "strada chiusa il giorno XY per riprese
cinematografiche".
Quarta tappa: Chrysler Building: visitabile solo l'atrio di ingresso ma per come è decorato ne vale la pena!!
Quinta tappa: National Pubblic Library (quella di "the day after
tomorrow" per intenderci): davvero bella (so che scrivere cosi vi dice
poco ma è difficile esprimere a parole quello che si prova ad entrare
in certi posti.. spero di riuscire a pubblicare qualche foto)
Sesta tappa: Bryant Park: subito dietro la NPL vi lascerà stupiti:
decine di sedie a libera disposizione (niente panchine in giro per NY
ma diversi angoli dove ci sono sedie e tavolini di cui usufruire
liberamente, tutti praticamente intonsi e senza segni vandalici di
nessun tipo..) utilizzati dai newyorkes per riposarsi e pranzare nonchè
prendere un po' di sole circondati dai grattacieli: da mozzare il fiato.
molto vicino al Bryant ecco Times Square (la settima tappa): sembra di
essere in un film!! un pazzesco caos organizzato: auto, taxi, mezzi
pubblici, pedoni, tutti che si incrociano e si soprassano con manovre
anche assai azzardate ma senza un vaffa o il suono di un clacson; schermi
luminosi, display, pubblicità ed insegne che risaltano di giorno e la
rendono unica di notte (ci siamo tornati in pratica ogni sera per cena:
dall'Hard Rock Cafè al Bubba Gump ispirato a Forrest Gump ci trovate di
tutto!!).
La giornata, dopo un veloce pranzo al self service (sandwich ultraricco d'obbligo) è proseguita con:
ottava tappa: l'ONU (visita veloce dato che non intendendo usufruire
del tour abbiamo visto solo l'atrio ed il giardino di pubblico accesso
con alcuni monumenti dono delle varie nazoni)
nona tappa: Macy's (immenso ma, e qui rana sverrebbe, dato che nessuno
dei due ama lo shopping sfrenato, di poco interesse se non fosse che
fuori un veloce temporale suggeriva di stare al coperto)
decima ed ultima tappa della giornata: l'Empire State Building con
ascesa prima all'osservatorio n.1 (86° piano) da cui la vista mozza il
fiato anche in una giornata non bellissima come quella da noi trovata e
poi all'osservatorio n.2 (103° piano) dove ti senti King Kong se non
fosse per la lastra trasparente che circonda l'osservatorio..
Dopo il riposo in hotel più che meritato la serata si è chiusa con una cena all'Hard Rock Cafè.

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sono consapevole del fatto che i dettagli siano be pochi ma è dura mettere nero su bianco certe emozioni, specie per me che sognavo quei posti sin da piccolo, senza contare che ne sarebbe venuto fuori un piccolo libro più che un post.
Conto di pubblicare a breve la seconda parte (se interessa) e un piccolo post sulle cose che mi hanno colpito a livello di stili di vita ed abitudini differenti
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Intanto, congratulazioni. La scelta di fare una visita culturale in viaggio di nozze e' rischiosa, perche' si rischia di stancarsi molto, ma se siete d'accordo voi sposi va benissimo. Concordo che a New York va sicuramente fatto il Brooklyn Bridge a piedi, cosa che fra l'altro non ho ancora fatta ma voglio sicuramente fare.
La statua della liberta' va invece vista secondo me dallo Staten Island ferry, il battiscafo dei pendolari che vengono giornalmente da Staten Island e costa tipo 25c o poco piu' al contrario dei parecchi dollari della visita all'isola dove si trova la statua. Il ferry ci passa non troppo lontano, poi si prova l'"ebrezza" di calpestare il suolo di Staten Island, si fa dietro front e si prende il primo ferry che torna a Manhattan rivedendo la statua.
Consiglio poi di passeggiare per Soho, l'unico quartiere architettonicamente decente della citta', che per il resto architettonicamente e' poco memorabile (piu' interessanti sono sicuramente Chicago e San Francisco da questo punto di vista). Altre zone interessanti sono le gallerie d'arte di Chelsea, il museo Guggenheim (vale la pena almeno di vedere l'edificio da fuori). Altri quartieri sono interessanti dal punto di vista culturale (Chinatown e' sicuramente da vedere, anche se fa schifo). A qualcuno piace l'Upper East side o Upper West side, le zone a fianco di Central Park, ma per me sono solo file e file di condomini.
Per quanto riguarda i ristoranti, vale la pena farsi consigliare da chi ci vive; la scelta' e' infinita, se ad uno piace sperimentare non c'e' posto migliore. Va detto che i prezzi non sono bassi, ma con l'euro alle stelle potrebbe essere un motivo per indulgere...
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Mi piace questo racconto-guida... non ha molti dettagli (che come dici tu sarebbero difficili da esprimere), però si fa leggere d'un fiato e lascia un po' di stupore e voglia di vedere e toccare con mano.
Vorrei però sentire aggiunte e/o controcommenti a caldo da chi ci vive e lavora e dagli altri che in quei posti ci son stati (ad esempio Zanna, che ci aveva fatto un racconto, di cui però ricordo ben poco).