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ROMAratona Sport
di siracide, 23 Marzo 2007 stampa
Dovrei parlare del viaggio a Roma con la mia famiglia, della prima visita delle mie bimbe alla città eterna, della loro voglia di scoprire la basilica di San Pietro e di salirci sopra, del loro lancio del soldino nella fontana di Trevi... Ma non posso non considerare alla pari anche la bellezza di correre in una città così, il riaffiorare ad ogni passo dei vivi ricordi dei periodi vissuti a Roma per diletto o per lavoro e soprattutto la gioia di accompagnare un amico nella sua fatica.

Roda si era preparato per l'edizione dello scorso anno, ma per acciacchi improvvisi aveva dovuto rinviare l'appuntamento. La voglia di tornare a rifare quella Maratona era per me grande anche perchè le mia prestazione cronometrica del 1999 a Roma non mi aveva soddisfatto. La mia preparazione era però in ritardo e sono rimasto incerto fino alla fine se fare solo da accompagnatore. L'idea di portarmi dietro la famiglia mi ha consentito di alla fine di decidermi...

Si parte al sabato:
noi in treno alle 6.15, Roda in auto con la compagnia del suocero.
Si arriva a Roma più o meno all'ora di pranzo:
noi in centro, ospiti del convento di amici frati Servi di Maria (lo stesso ordine di quelli di M.Berico, per capirci); Roda col suocero in qualche altra zona della città ospiti della sorella di Elisa.
Mentre nel pomeriggio la famiglia Pillan si sorbisce una lunga scarpinata (grazie al blocco totale del traffico, bus compresi, per via di una delle tante non precisate manifestazioni con cortei, schieramenti antisommosse etc.), Roda espleta le operazioni di rito pre-gara presso il Marathon Expo.

Il convento di San Marcello si trova in Via del Corso, la strada principale del centro di Roma che va da Piazza Venezia a Piazza del Popolo. Al suo fianco si apre una viuzza, Via dell'Umiltà nella quale si trova la sede di Forza Italia (in Via dell'Umiltà? Sì!). A questo proposito, tempo fa, guardando in tivù l'ex-presidente del consiglio e dovendo rispondere alle domande di mia figlia, ho cercato di spiegarle come il tipo non sia proprio uno stinco di santo e che un po' di soldini di tutti noi li ha portati via.
Davanti alla fontana di Trevi invece le spiego che periodicamente degli addetti svuotano la fontana, raccolgono i soldi e li danno in beneficienza... "Eh sì, perchè senno li prende quel briccone là" aggiunge lei.
In questa prima giornata invece niente gelato da Giolitti (famosa e buona gelateria del centro di Roma): una coda di 50-70 persone attende il proprio turno!

Ecco, la prima mezza giornata a Roma è trascorsa. Altre volte ero stato a Roma durante la Settimana Santa oppure in estate, in periodi di maggiore afflusso turistico, ma non avevo mai visto così tanta gente come questa volta. C'è da dire che in questo sabato c'è la sfida di rugby Italia-Irlanda e già il treno era pieno di appassionati italiani e irlandesi. Certamente numerosa è la presenza irlandese e lo si deduce dalle numerose persone addobbate in verde-bianco. Inoltre i parecipanti della maratona sono circa 15.000 accompagnati da molte altre persone, amici, familiari. Comunque sia la città mi è parsa più piena del solito (una coda così da Giolitti non l'avevo ancora vista).
Tra le altre cose, noto un aumento dei vari controlli contro terrorismo nazionale e internazionale: le varie sedi di partiti, di uffici politici sono transennate anche in modo un po' ridicolo (non ci si può avvicinare a meno di un metro dal muro); entrare a San Pietro non è più così libero (fino a 2-3 anni fa i controlli erano a vista con ispezione solo di zaini e borse) e si deve ora passare ad un chek-in stile aereoporto, il che fa perdere al clima un po' di quella emozione, serenità e immensità che sempre provo qui come in altri meravigliosi posti di Roma.

Cominciano i contatti tra Roda e allenatore via telefono o sms:
Roda: Me sento proprio ben le gambe, bene bene
Siro: Domani ti svegli alle 4 per vedere la formula uno? Io verrò alla partenza e ti affiancherò a partire dal 10 km. circa. In ogni caso parti a 6' al km. per 2-3 km. poi pian pianino scendi a 5'30"/5'40" al km., non più forte.
Roda: Dunque, io sono nel settore C. Devo essere dentro entro le 8, ma penso arriverò verso le 7 e 15. Seguirò il tuo consiglio, anche se sono tentato di saltare la corsa per vedere la ferrari...

E' domenica mattina si è svegliato già il mercato... mentre le mie bimbe richiedono di visitare ogni zona del grande convento, io mi reco alla partenza alla ricerca del nostro atleta. La cosa appare molto ardua, incrocio Orlando Pizzolato che si prepara a seguire la corsa in bici, seguo le transenne fino al loro inizio, dove stanno per essere aperti i cancelli di entrata.
Siamo proprio tra il Colosseo e l'Arco di Costantino sotto il quale Abebe Bikila concluse vittorioso a piedi scalzi la maratona olimpica del 1960. Le transenne di ingresso sembrano delle gabbie... per fortuna siamo all'esterno del Colosseo e i tempi sono un po' cambiati, ma l'effetto gladiatore un po' si avverte.
Gli atleti cominciano ad entrare e Roda ancora non si vede.
Poi finalmente arriva (si era piazzato dalla parte opposta del Colosseo ad aspettare me... perchè poi pensasse che io arrivassi da là, questo non si sa). Mi rifila i gel energetici da portargli lungo il percorso e poi si infila nel corridoio di partenza. Io lo seguo all'esterno e comincio a gasarlo con grida e incitamenti.
Mancano ancora circa 40 minuti.

Torno in convento per depositare il cellulare, per togliermi la tuta e per l'ultima cagatina. Poi mi avvio in piazza Venezia e, quando arrivo, passano i disabili appena partiti.
Ancora qualche minuto e partiranno tutti; mi sposto un po' verso destra in direzione Campidoglio e sulla salitella attendo i primi: ecco le moto e qualche bici, su una delle quali Laura Fogli, che si anticipava temendo forse di essere raggiunta dai primi sulla salita, poi ecco il gruppo di testa con Pizzolato al seguito.
Mi sposto ancora un po' e finalmente nella moltitudine scorgo la familiare testa lucida con fascetta azzurra tergisudore. Grido in modo scomposto e Roda in risposta mi contro-grida: "Quanto manca?"
Ci troviamo al 1° km. ed è ormai la 3^ volta oggi che fa quella ironica domanda (ormai divenuta per lui un rito che rilassa, sdrammatizza e mette di buon umore tutti quelli che la sentono). Quest'oggi però alla prima richiesta di "Quanto manca?" Roda non ha assistito alle solite reazioni, ma piuttosto a sguardi di compatimento come per dire "Ma chi xélo queo lì? Xéo sémo?". La seconda volta invece funziona, grosse risate e una risposta in romanesco "Eeeh, hai vojjja...!"
Ora sta passando davanti a me; abbozzo due passi di corsa all'esterno delle transenne; da 2 i passi diventano 4, 5... le transenne finiscono, mi confondo coi concorenti e allora raggiungo Roda. Stiamo scendendo verso il Teatro Marcello, chiacchero un po', poi decido (non senza rimpianti) di fermarmi e lasciarlo salire verso il Circo Massimo. Mi sposto quindi a destra verso la Bocca della Verità a fianco della quale passa il percorso di ritorno. Infatti i concorrenti stanno scendendo verso la parte sud di Roma con un giro di boa alla Basilica di San Paolo Fuori le Mura. Al ritorno li ritroverò qui al 10-11° km., anzi i primi ormai staranno arrivando. Proseguo ancora un po' fino al passaggio esatto del 10° km. e attendo: passano i primi e proprio qui Carosi sta rallentando avendo esaurito il suo compito di lepre. Roda passerà tra 25/30 minuti... passano le prime donne... ormai ci siamo... eccolo, caspita! 53' minuti circa? mmmh... addirittura un po' troppo veloce, comunque bene! Lo affianco e comincia anche per me una bella cavalcata.
Siro: "Allora come va?"
Roda: "Male, non ghe son de testa! La gambe va ben, ma son finìo... xé tanto se rìvo a metà!"
Io penso senza parlare: "Che culo che gò! Scomisiémo ben! Cossa ghe fasso mi desso par portarlo fino alla fine?"

Non posso certamente raccontarvi ogni passo dei mancanti 32 km. e mi concentrerò quindi su alcuni momenti particolari.


Si procede più o meno bene fino alla mezza maratona, nonostante qualche principio di sconforto da parte di Roda. Al 22° km. si fa la prima sosta camminando un po' e bevendo da una bottiglietta trovata quasi per caso. Il clima infatti è abbastanza caliente e il nostro atleta un po' disidratato. Alla sosta sucessiva lo convinco a mollare una bella pisciatina per espellere un po' di tossine. Siamo ormai al 25° e finalmente Marco riprende un bel ritmo, ringalluzzito e ristorato, tanto che si permette di interpellare alcune tifose di passaggio: "Scusa, vado bene di qua per Firenze???"
Passiamo un cavalcavia e ne approfittiamo per camminare ancora un po' senza perdere molto tempo vista l'andatura comunque ridotta dovuta alla salita.
Io come sempre faccio servizio-maggiordomo prelevando spugne e bevande ai ristori. Per far questo mi anticipo quando mancano un centinaio di metri accelerando e superando quindi altri atleti al triplo della velocità. Per questo in più occasioni ho sentito vari commenti tipo ad esempio "E quello chi è? Baldini?" (intravvedendo un improbabile somiglianza col campione).
Ecco che si arriva con qualche altra sosta alla Moschea, luogo di culto particolare per Roda, che proprio in questa zona accusa i primi crampi ai polpacci. Arriviamo ai 30 km. e arrivano anche i crampi alla parte anteriore della coscia. Gli piego all'indietro e sollevo a turno le gambe per allungare il muscolo e poi via ancora.

Stiamo finalmente per rientrare nel centro di Roma per la parte più bella del percorso, ma al 32° ecco ancora i crampi alla parte anteriore della coscia. Ripetiamo la "terapia", ma appena sollevo la gamba all'indietro ecco nuovi crampi anche dietro, poi davanti, davanti e dietro, anche i polpacci... Roda me lo fa capire subito gridando "AH, POOORRRCA TROIA!". Fatalmente eravamo a 4 metri da un'ambulanza e due infermieri si sono slanciati verso quell'animale agonizzante che disturbava la quiete pubblica. Dopo averlo fatto sedere hanno notato la canottiera sporca di sangue a causa dello sfregamento della stessa sui capezzoli (sembra che il furbo abbia anche messo gli aghi di sicurezza del pettorale proprio all'altezza "giusta"). Un po' di disinfettante e due cerotti (persi dopo 500 metri)... si riparte ammirando il centro di Roma con brevi pause al passo ogni 2 km. circa: Piazza Navona, Piazza Venezia, Via del Corso, Piazza Colonna, Piazza del Popolo, Piazza di Spagna, Fontana di Trevi...
Siamo per l'ultima volta in Piazza Venezia a 2 km. dalla fine e qui troviamo i nostri tifosi (famiglia Pillan con cugina Marika e marito). In fondo a via dei Fori Imperiali sulla sinistra si vede l'arrivo, ma noi dobbiamo tenere la destra per ripetere parte del tracciato iniziale, Teatro Marcello, Circo Massimo, poi a sinistra verso l'Arco di Costantino e finalmente il giro del Colosseo.
Cominciano le transenne e io mi trovo rinchiuso all'interno del percorso.
Troviamo sotto il Colosseo i parenti di Elisa ad incitare gasati.
Poi a 200 metri dall'arrivo, c'è un imbuto transennato sulla sinistra e vengo invitato a defilarmi di là (fuori dalle palle insomma). Posso però continuare a correre al fianco del mio atleta diviso solo dalla transenna e lo incito a scattare.

E' finita! 4 ore e 28 minuti circa.
Non siamo quindi scesi sotto le 4 ore (ma questa era già una speranza azzardata per le condizioni di forma attuali, forse inferiori a quelle della rinuncia dello scorso anno). Mi sono però ancora più convinto che a Roma è difficile fare buoni tempi cronometrici e che per un amatore questa sia una gara dura per via dei sanpietrini e dei non pochi saliscendi. Ma l'ambientazione specie in alcuni tratti è splendida e insuperabile.

Ora si tratta di tener Marco su di morale, essendo un tipo un po' impressionabile. A Padova non stava poi così male, ma bastò che due infermieri lo invitassero in infermeria e lo facessero sdraiare per rendere poi necessaria una flebo e una lunga degenza sotto il tendone. Si tratta quindi di farlo sedere e riposare, percorrere la strada disseminata di atleti evitando di avvincinarsi a quelli agonizzanti per non farsi impressionare e poi recuperare la borsa... (un'impresa durissima affidata a me).
Cambiandosi, Roda avverte comunque un affanno e vomita un po' di liquido in un sacchettino... Poi commenta: "Sò un cesso, ma gò cojoni!!!"
E' arrivato il momento di dividerci (sono ormai le 14 passate):
la mia famiglia mi attende alla Trattoria l'Archetto in contrà dell'Archetto, per una mega pizza, mentre Roda è atteso dai parenti ai Fori Imperiali.

Poi solo contatti telefonici e via sms:
Roda: 16.56 - Siro stavolta hai fatto un miracolo. Non fosse stato x te mollavo prima della mezza. Avanzi pizza e birra per 2 mesi. Grazie ancora anche a Valeria.
Siro: Ma valà mona! piuttosto hai mangiato qualcosina?
Roda: 17.04 - Sono ancora un po' bloccato ma un po' sì. Ora vado a dormire. Ciao

Siro: lunedì 8.30 - Sìto 'ncora in leto? Svegliaaa! Adesso una bella scarpinata a visitare Roma. Se non riesci a scendere le scale per male alle gambe, scendi all'indietro.
Roda: lunedì 8.38 - Già sveglio e in grado di fare le scale in avanti. Sono tentato di andare a fare una corsa di dieci km...

Ecco l'intera cronaca dell'allenatore; l'atleta è invitato a completare...

5 commenti
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  di berna, 23 Marzo 2007, 16:46 permalink

Intanto complimenti per la cronaca... e ora attendo commenti da Roda, che comunque nella telefonata con il sottoscritto non mi aveva parlato del sangue uscito dai capezzoli... cose da principianti...!!!!!!Comunque bravi

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  di Roda, 23 Marzo 2007, 17:10 permalink

La cronaca di Siro è perfettamente esauriente. Sinceramente, senza di lui, non credo sarei arrivato neppure al ventesimo km. Non so dire cos'abbia funzionato, o forse si : la consapevolezza di non essere sufficientemente allenato per il un percorso "lungo" mi ha fatto partire psicologicamente debole, ossia convinto che prima o poi avrei avuto dei problemi. Da non sottovalutare, credo, il fatto che sabato mi sono alzato alle 5,30 per andare a Roma, e domenica stessa levataccia per far colazione, dopo una notte piuttosto insonne. Insomma, non una vigilia ideale. Appena partito, mi son reso conto che, pur viaggiando ad un ritmo discreto, la testa era troppo piena di pensieri e stomaco e gambe troppo tese; non so spiegare, ma una situazione comunque poco piacevole. La mia coglionaggine senza limiti, poi, mi ha spinto ad arrivare alla partenza senza uno straccio di bottiglietta d'acqua (quelle donate dall'organizzazione le ho lasciate diligentemente nel frigorifero della sorella di Elisa, in perfetto ordine ....) e di infilarmi gli spilli ferma-pettorale giusto all'altezza dei capezzoli, come un principiante qualsiasi. Il caldo immediato mi ha prosciugato abbastanza presto, rendendo difficoltosi anche i primi km.

Considerate che da martedì a giovedì sono rimasto a casa con dolori lancinanti alle mandibole, ai denti ed al palato (commento del mio medico : "E' la prima volta che sento uno che va a correre e poi gli viene male ai denti"); inizialmente si pensava che avessi corso con le mascelle "serrate" ma, se le analisi ulteriori saranno confermate, si tratta di sinusite; la quale, non credo mi sia uscita subito dopo la corsa, per cui, se il malanno fosse stato già in incubazione, potrebbe fornire una parziale spiegazione alla debacle.

Ma non voglio accampare scuse : se affronterò nuovamente una prova simile, dovrò prepararmi in maniera più costante, sperando di non avere più intoppi muscolari che da tempo mi tormentano.

A margine, volevo evidenziare la grossa competenza e conoscenza della città da parte di Siro, il quale, non sapendo più che cazzo dirmi per farmi tirare avanti, ha cominciato "Dai, che tra 1 km c'è il Palazzo di Giustizia ('sti cazzi !! n.d.r.), poi Via della Conciliazione, poi il Teatro Marcello, ecc.ecc". Un perfetto cicerone, peccato che non avrei saputo distinguere la Cupola di San Pietro con la Chiesa di Bertesinella.

La cosa angosciante è che sono stato superato da gente ... ma da gente ... che mi sarei suicidato nel Tevere ! Panzoni che passavano a velocità doppia parlando con il  collega dei budget di lavoro, tappetti di 100 anni che, se li vedo adesso, gli dò 1 euro per comprarsi un gelato ... Vabbè, oramai è andata. Ribadisco che, visto come ero messo, l'essere arrivato è stato un grosso successo.

Adesso, per un po' la corsa si limiterà alle marce della domenica; vorrei prendere la bici da corsa (Berna, Siro, Presidente : ci siete ?? Beh, Berna sicuramente è avanti di un bel po' ...).

Inoltre, voglio tornare alla carica per un argomento che mi sta molto a cuore : il Gruppo Sportivo Bufera !! Da riprendere assolutamente in considerazione.

Chiudo ringraziando nuovamente di cuore Siro, mio angelo custode. In effetti, quando gli ho proposta pizza e birra pagate per 2 mesi non ho considerato che ciò presuppone una spesa pari al PIL di Lettonia e Lituania messe assieme, ma stavolta se lo merita.

Alla prossima.

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  di elmoro, 23 Marzo 2007, 17:45 permalink
berlusca le tasse le ha diminuite, e' prodi che le ha aumentate.
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  di D@niele, 23 Marzo 2007, 18:15 permalink
io attendo di sapere a quale prossima maratona parteciperai per espletare la pratica, secondo le tue istruzioni.
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  di Roda, 23 Marzo 2007, 18:19 permalink
Diciamo che mi iscriverò alla mezza maratona ... e poi se mi sentirò bene andrò avanti Wink
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