Natural Weight Loss Guide should become your way. Most Healthy Food can help you make positive food and nutrition choices. Anti-aging diet based on recommendations from leading health experts. Canon Digital Photo Professional Professional Photography Tips women's health encyclopedia Canon Hacker's Development Kit Photographer's Guide Canon DSLR
Benvenuto!
Connessione Salva password

Nuova registrazione Password dimenticata?

'sti antiAmericani... Notizie di varia natura
di siracide, 26 Febbraio 2007 stampa
Alcune nuove notizie riguardanti i soliti popolani che non capiscono una tega di politica estera, strategie militari e logiche economiche...

UNO

In repubblica ceca a Jince, 50 km. da Praga, sorgerà la prima base americana dotata di radar anti-missili per il famoso progetto dello scudo spaziale europeo. Ma quei tordi di ceki invece di ringraziare gli USA per la difesa gratuita del loro territorio alla quale altrimenti avrebbero dovuto pensare loro, si sono scatenati in proteste. A Praga c’era chi urlava contro gli americani al Dal Molin: una ventina di cittadini cechi del gruppo “No to bases” che hanno protestato davanti all’ambasciata italiana di Praga per solidarietà con la manifestazione di Vicenza. Nessun incidente, molti slogan: alla fine hanno consegnato una lettera ai funzionari dell’ambasciata per esprimere il loro disaccordo con il progetto Dal Molin.
Ma non è solo una solidarietà generica: nella Repubblica Cecain queste settimane stanno vivendo un problema simile a quello vicentino. Perché gli Stati Uniti vogliono impiantare fra Polonia ed ex Cecoslovacchia un sistema missilistico di difesa (i missili in Polonia, il radar di controllo a Brdy che è vicino a Praga). E secondo i sondaggi i due terzi della popolazione
Ceca è contraria a ospitare basi americane.
Il movimento No to bases è formato da almeno 40 associazioni locali ed internazionali, unite dal no alla costruzione di basi militari Usa nella
Repubblica Ceca. Per il portavoce del gruppo, Jan Majicek, la costruzione di altri siti militari americani non serve certo per rendere più sicura l’Europa «ma solo per scatenare una nuova corsa agli armamenti». Anche qui il problema è nel rapporto con il Governo: nella Repubblica Ceca la maggioranza di centrodestra è favorevole alla base, l’opposizione di centrosinistra contraria e i Verdi d’accordo solo se fa parte della Nato.

Gli Stati Uniti avevano avvertito sia la Russia che i loro partner europei della Nato sull’intenzione di piazzare uno scudo spaziale militare difensivo in Polonia e Repubblica Ceca contro l’Iran e la Corea del Nord. È quanto ha assicurato ieri il consigliere per la Sicurezza nazionale della Casa Bianca, Stephen Hadley, in un’intervista collettiva a Bruxelles: «Abbiamo riferito su questo progetto regolarmente nell’ultimo anno. L’ultimo briefing in sede Nato è stato fatto a inizio novembre ed è stato fatto non solo agli alleati della Nato ma anche alla Russia nell’ambito del Consiglio Nato-Russia».

DUE

In Inghilterra veementi proteste contro l'installazione di nuove basi americane nel proprio paese... In inghilterra??? Ma gli inglesi non sono alleati USA??? Scandalo orrendo... sono certamente antiAmericani??? Li bombardiamo coi missili che ci sono in Polonia???

 

TRE

venerdì 23 febbraio 2007 cronaca pag. 16

Le autorità americane invocano il trattato del ’55
Milite Usa, no al processo per l’incidente mortale
Forse causò l’urto, ma non si può giudicare in Italia

Il camion guidato da un militare della caserma Ederle fu probabilmente la causa che provocò l’incidente nel quale rimase uccisa una famiglia americana, ma l’autista non può essere processato in Italia perché il trattato Nato non lo consente.

Così nel processo d’appello svoltosi a Bologna per la morte di cinque cittadini americani in un incidente stradale sulla A13 del 2002, l’unico imputato è stato un camionista italiano che si scontrò con una monovolime Espace anche se probabilmente l’incidente fu causato da un autoarticolato proveniente dalla caserma Ederle di Vicenza.
Le autorità militari statunitensi si sono avvalse del diritto di priorità dell’esercizio della giurisdizione interna, appellandosi alle clausole del trattato del ’55, lo stesso di cui gli americani si avvalsero quando accadde la strage del Cermis, provocata da due piloti di un aereo militare.
La tragedia avvenne per lo scontro tra un camion italiano e una Renault Espace, noleggiata alla “Hertz” per una vacanza itinerante in Italia, su cui viaggiavano sette persone: cinque - due adulti e tre bambini di 5, 7 e 9 anni - morirono nell’ impatto frontale con l’ autoarticolato. Altre due donne che viaggiavano sull’auto rimasero ferite seriamente: una delle due nello scontro ha perso il marito, i due figli minori e la madre.
Il capofamiglia, morto nell’incidente, Joel Barton Kraft era un dirigente della multinazionale “Micron” di Avezzano (L’ Aquila). Sull’auto c’erano pure la cognata, la figlioletta e la suocera giunte in Italia dall’Idaho dieci giorni prima.
I familiari delle vittime sono assistiti come parte civile dall’Avv. Mauro Giulio Leone e già in primo grado hanno ottenuto una provvisionale di circa un milione e 300.000 euro.
L’autista italiano, che è difeso dagli avv. Riccardo Artelli e Gabriele Bordoni, e che è stato condannato a un anno e otto mesi, aveva raccontato di essere stato “toccato” dal camion Usa della Ederle mentre lo stava sorpassando: «Quando l’ho sorpassato per metà lui è entrato nelle corsia di sorpasso senza mettere la freccia».
Nella sentenza di primo grado la collisione tra i due mezzi viene definita come mera ipotesi, ma viene ritenuto “ragionevole” uno spostamento del mezzo Usa verso la corsia di sorpasso che poi ha originato il tutto.

 

sabato 24 febbraio 2007 cronaca pag. 18

Tutti da Vicenza, intervengono i carabinieri
Soldati Usa scatenati - In 200 ubriachi sulle piste di Folgaria

(al. mo.) Una valanga azzurra ma con più le strisce rosse e bianche. Come la bandiera americana. Perché erano tutti militari Usa della 173ª brigata ospitata dalla caserma Ederle i circa duecento pseudo-sciatori che giovedì mattina hanno seminato il panico sulle piste di Folgaria, nel Trentino. Duecento sciatori e snowbordisti ubriachi che solo per miracolo non hanno provocato incidenti gravi.
Certo di parole ne hanno prese, i soldati statunitensi in trasferta alpina. Soprattutto da tutti gli altri poveri sciatori che si sono visti arrivare addosso quella specie di sciame impazzito che manco riusciva a fare le curve. Così scontri, scivoloni, strade tagliate, ruzzoloni. Incredibile ma vero, solo un soldato Usa ha riportato qualche contusione dopo essere uscito di pista con lo snowboard.
Insomma a lanciarsi dagli aerei saranno anche bravi, ma sulla neve cadevano malissimo, i duecento pazzi volanti. E quando non succedeva per incapacità tecnica era per il tasso alcolico: un etilometro delle nevi avrebbe fatto una strage.
In mancanza di quello, hanno dovuto dannarsi i carabinieri di servizio sulle piste di Folgaria, che difficilmente scorderanno un giovedì come quello. Compito impossibile: tenere a freno duecento giovanissimi soldati americani ubriachi traballanti sugli sci che fra l’altro parlano anche male l’italiano. E che, probabilmente, si stanno sfogando dopo aver saputo che fra qualche settimana dovranno partire per l’Afghanistan. Decisione presa direttamente dal presidente Bush, che per non mettere in difficoltà il Governo italiano alle prese con il caso Dal Molin ha dirottato la 173esima di stanza alla Ederle prima destinata all’Iraq.
Insomma un gran lavoro, almeno per far calmare i più esagitati che alle 10 della mattina, quando gli sciatori “normali” cominciano a scaldarsi, erano già ubriachi fradici. Figurarsi quando a fare discese pericolose per sè e per gli altri sono interi plotoni. Poi, un po’ per l’azione persuasiva dei carabinieri e un po’ perché oramai anestetizzati dalle birre e dalla fatica, si sono calmati e nel pomeriggio sono risaliti sui cinque autobus, destinazione Vicenza. Gli autisti? Veterani del Vietnam, probabilmente.

 

 

sabato 24 febbraio 2007 cronaca pag. 18

Sette militari Usa coinvolti in vandalismi e aggressioni in due giorni
Risse e misteri, interviene la Setaf
«Nessun legame con il Dal Molin»

Sette militari americani della caserma Ederle coinvolti in vandalismi, risse e misteriose aggressioni in due giorni, fra domenica e lunedì scorsi con tanto di ricovero in ospedale. Una coincidenza inquietante, al punto che il maggiore Ryan Dillon, addetto agli affari pubblici della Setaf, in una nota comparsa sul giornale delle truppe Usa “Stars and Stripes” ha fatto sapere che «non c’è motivo di credere che gli incidenti siano collegati alle recenti tensioni per l’aeroporto Dal Molin» e che «non ci sono elementi che suggeriscano una simile conclusione».
Nessuno degli episodi, su cui stanno indagando sia le autorità militari Usa che quelle italiane, è avvenuto a Vicenza. Il più grave riguarda Jason Funther Gifford, 20 anni, che ha riportato una frattura cranica sbattendo la testa sul pavimento, ha raccontato, dopo una lite a Firenze domenica scorsa. Ma ha chiesto aiuto ai medici solo martedì sera. Operato, ora è nel reparto di terapia intensiva al San Bortolo.
Sempre domenica sera quattro militari della 173 brigata aviotrasportata della Ederle sono stati denunciati dalla Polfer di Venezia dopo che, ubriachi fradici, avevavo rotto le vetrine di alcuni negozi in stazione. Infine altra aggressione misteriosa lunedì notte nella stazione di Padova, quando il militare americano Jakob Wen Melton, 27 anni, con moglie, fratello di lei (anche loro soldati della Ederle) e i due figlioletti sono finiti al San Bortolo con contusioni varie. Dal poco che si è saputo sarebbero stati aggrediti e derubati di una borsetta da una decina di persone sconosciute, forse statunitensi anche loro.

 

Due possibili conclusioni:

1- siamo paranoici: in realtà gli usa sono alleati, buoni, pacifici, portano solo ed esclusivamente soldi, poteva andarci peggio, abbiamo spazio e risorse per accoglierli, per cui noi, i polacchi, i ceki e gli inglesi dobbiamo riceverli a braccia aperte... è vero, ormai ci sono tanti che protestano contro, ma seguendo il gregge si va a finire anche nei burroni...

2- forse il susseguirsi di opinioni di un certo tipo andrebbe preso in considerazione più di quanto si faccia... in fin dei conti se miliardi di mosche indicano che quella è merda perchè non crederci?

0 commenti
Per commentare devi registrarti e connetterti

Nessun commento