In repubblica ceca a Jince, 50 km. da Praga, sorgerà la prima base americana dotata di radar anti-missili per il famoso progetto dello scudo spaziale europeo. Ma quei tordi di ceki invece di ringraziare gli USA per la difesa gratuita del loro territorio alla quale altrimenti avrebbero dovuto pensare loro, si sono scatenati in proteste. A Praga c’era chi urlava
contro gli americani al Dal Molin: una ventina di cittadini cechi del
gruppo “No to bases” che hanno protestato davanti all’ambasciata
italiana di Praga per solidarietà con la manifestazione di Vicenza.
Nessun incidente, molti slogan: alla fine hanno consegnato una lettera
ai funzionari dell’ambasciata per esprimere il loro disaccordo con il
progetto Dal Molin.
Ma non è solo una solidarietà generica: nella Repubblica Cecain queste settimane stanno vivendo un problema simile a quello
vicentino. Perché gli Stati Uniti vogliono impiantare fra Polonia ed ex
Cecoslovacchia un sistema missilistico di difesa (i missili in Polonia,
il radar di controllo a Brdy che è vicino a Praga). E secondo i
sondaggi i due terzi della popolazione Ceca è contraria a ospitare basi americane.
Il
movimento No to bases è formato da almeno 40 associazioni locali ed
internazionali, unite dal no alla costruzione di basi militari Usa
nella Repubblica Ceca.
Per il portavoce del gruppo, Jan Majicek, la costruzione di altri siti
militari americani non serve certo per rendere più sicura l’Europa «ma
solo per scatenare una nuova corsa agli armamenti». Anche qui il
problema è nel rapporto con il Governo: nella Repubblica Ceca
la maggioranza di centrodestra è favorevole alla base, l’opposizione di
centrosinistra contraria e i Verdi d’accordo solo se fa parte della
Nato.
Gli Stati Uniti avevano avvertito sia la Russia che i loro partner europei della Nato sull’intenzione di piazzare uno scudo spaziale militare difensivo in Polonia e Repubblica Ceca contro l’Iran e la Corea del Nord. È quanto ha assicurato ieri il consigliere per la Sicurezza nazionale della Casa Bianca, Stephen Hadley, in un’intervista collettiva a Bruxelles: «Abbiamo riferito su questo progetto regolarmente nell’ultimo anno. L’ultimo briefing in sede Nato è stato fatto a inizio novembre ed è stato fatto non solo agli alleati della Nato ma anche alla Russia nell’ambito del Consiglio Nato-Russia».
In Inghilterra veementi proteste contro l'installazione di nuove basi americane nel proprio paese... In inghilterra??? Ma gli inglesi non sono alleati USA??? Scandalo orrendo... sono certamente antiAmericani??? Li bombardiamo coi missili che ci sono in Polonia???
venerdì 23 febbraio 2007 cronaca pag. 16
Il camion guidato da un militare della caserma Ederle fu probabilmente la causa che provocò l’incidente nel quale rimase uccisa una famiglia americana, ma l’autista non può essere processato in Italia perché il trattato Nato non lo consente.
Così nel processo d’appello svoltosi a Bologna per la morte di cinque cittadini americani in un incidente stradale sulla A13 del 2002, l’unico imputato è stato un camionista italiano che si scontrò con una monovolime Espace anche se probabilmente l’incidente fu causato da un autoarticolato proveniente dalla caserma Ederle di Vicenza.
sabato 24 febbraio 2007 cronaca pag. 18
(al. mo.)
Una valanga azzurra ma con più le strisce rosse e bianche. Come la
bandiera americana. Perché erano tutti militari Usa della 173ª brigata
ospitata dalla caserma Ederle i circa duecento pseudo-sciatori che
giovedì mattina hanno seminato il panico sulle piste di Folgaria, nel
Trentino. Duecento sciatori e snowbordisti ubriachi che solo per
miracolo non hanno provocato incidenti gravi.
Certo di parole ne
hanno prese, i soldati statunitensi in trasferta alpina. Soprattutto da
tutti gli altri poveri sciatori che si sono visti arrivare addosso
quella specie di sciame impazzito che manco riusciva a fare le curve.
Così scontri, scivoloni, strade tagliate, ruzzoloni. Incredibile ma
vero, solo un soldato Usa ha riportato qualche contusione dopo essere
uscito di pista con lo snowboard.
Insomma a lanciarsi dagli aerei
saranno anche bravi, ma sulla neve cadevano malissimo, i duecento pazzi
volanti. E quando non succedeva per incapacità tecnica era per il tasso
alcolico: un etilometro delle nevi avrebbe fatto una strage.
In
mancanza di quello, hanno dovuto dannarsi i carabinieri di servizio
sulle piste di Folgaria, che difficilmente scorderanno un giovedì come
quello. Compito impossibile: tenere a freno duecento giovanissimi
soldati americani ubriachi traballanti sugli sci che fra l’altro
parlano anche male l’italiano. E che, probabilmente, si stanno sfogando
dopo aver saputo che fra qualche settimana dovranno partire per
l’Afghanistan. Decisione presa direttamente dal presidente Bush, che
per non mettere in difficoltà il Governo italiano alle prese con il
caso Dal Molin ha dirottato la 173esima di stanza alla Ederle prima
destinata all’Iraq.
Insomma un gran lavoro, almeno per far calmare i
più esagitati che alle 10 della mattina, quando gli sciatori “normali”
cominciano a scaldarsi, erano già ubriachi fradici. Figurarsi quando a
fare discese pericolose per sè e per gli altri sono interi plotoni.
Poi, un po’ per l’azione persuasiva dei carabinieri e un po’ perché
oramai anestetizzati dalle birre e dalla fatica, si sono calmati e nel
pomeriggio sono risaliti sui cinque autobus, destinazione Vicenza. Gli
autisti? Veterani del Vietnam, probabilmente.
sabato 24 febbraio 2007
cronaca pag. 18
Sette militari americani della caserma Ederle coinvolti in vandalismi,
risse e misteriose aggressioni in due giorni, fra domenica e lunedì
scorsi con tanto di ricovero in ospedale. Una coincidenza inquietante,
al punto che il maggiore Ryan Dillon, addetto agli affari pubblici
della Setaf, in una nota comparsa sul giornale delle truppe Usa “Stars
and Stripes” ha fatto sapere che «non c’è motivo di credere che gli
incidenti siano collegati alle recenti tensioni per l’aeroporto Dal
Molin» e che «non ci sono elementi che suggeriscano una simile
conclusione».
Nessuno degli episodi, su cui stanno indagando sia le
autorità militari Usa che quelle italiane, è avvenuto a Vicenza. Il più
grave riguarda Jason Funther Gifford, 20 anni, che ha riportato una
frattura cranica sbattendo la testa sul pavimento, ha raccontato, dopo
una lite a Firenze domenica scorsa. Ma ha chiesto aiuto ai medici solo
martedì sera. Operato, ora è nel reparto di terapia intensiva al San
Bortolo.
Sempre domenica sera quattro militari della 173 brigata
aviotrasportata della Ederle sono stati denunciati dalla Polfer di
Venezia dopo che, ubriachi fradici, avevavo rotto le vetrine di alcuni
negozi in stazione. Infine altra aggressione misteriosa lunedì notte
nella stazione di Padova, quando il militare americano Jakob Wen
Melton, 27 anni, con moglie, fratello di lei (anche loro soldati della
Ederle) e i due figlioletti sono finiti al San Bortolo con contusioni
varie. Dal poco che si è saputo sarebbero stati aggrediti e derubati di
una borsetta da una decina di persone sconosciute, forse statunitensi
anche loro.
Due possibili conclusioni:
1- siamo paranoici: in realtà gli usa sono alleati, buoni, pacifici, portano solo ed esclusivamente soldi, poteva andarci peggio, abbiamo spazio e risorse per accoglierli, per cui noi, i polacchi, i ceki e gli inglesi dobbiamo riceverli a braccia aperte... è vero, ormai ci sono tanti che protestano contro, ma seguendo il gregge si va a finire anche nei burroni...
2- forse il susseguirsi di opinioni di un certo tipo andrebbe preso in considerazione più di quanto si faccia... in fin dei conti se miliardi di mosche indicano che quella è merda perchè non crederci?
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