...oppure se iniziare la serata con una fracassona partita a calcio sulla via (faccio fatica a ricordarla così) vuota di auto.
Il numero di atleti - siamo almeno una decina - suggerisce una partita a pali (e cioe' usando come goal i lampioni stradali), difficilissima, essendo in due vie diverse. Colpire il palo non è facilissimo (tranne per il culo di certi di noi, me compreso), e questo rende il tutto molto divertente. Mentre cala il buio di un'estate lenta come lo è il tempo in gioventù, arrivano rinforzi dai quartieri vicini, ed il numero aumenta. Si propone di fare la classica partitona grandi contro piccoli, dove i grandi sono i nostri amici di 3-4 anni più grandi, che allora mi sembravano vecchissimi...
Le cadute a terra non ci scalfiscono, anzi ci scalfiscono, ma solo esternamente, siamo pronti a rialzarci senza guardare al sangue che cola giù per lo stinco. Poi il pallone va dove non deve andare. Cazzo quella becera deve avere il garage pieno dei nostri palloni, chissà che gli scoppino tutti in faccia... Un giorno gliela facciamo pagare. E arriva quel giorno, oh se arriva.
Infatti. Come nella preistoria ci sono le ere, anche la nostra giovinezza è stata costellata da ere: per esempio l'era di pirole e cerbottane. Tecnica balistica, velocità mira e proiettili all'avanguardia le nostre qualità migliori. Dicevo della becera. Che si fa, ci mettiamo appostati come cecchini al secondo piano della rampa scale di casa mia e miriamo. uno, due, cinque, dieci pirole vanno a segno nel suo poggiolo. Lei ci sgamma, ci vede, scende e viene su per le scale da noi. Non ci dice niente, ci butta le pirole che le avevamo tirato e poi se ne va. Niente male, ma chissenefrega. Noi non ci scalfisce niente, abbiamo l'arma segreta, ossia la pirola con petardo: si arrotola la carta sul petardo, si accende, si infila, si soffia e se siamo fortunati non scoppia nella cerbottana e va a scoppiare dove avevamo mirato. Uomini veri noi.
Poi viene l'ora dei carretti. Micidiale velocità con freni non proprio all'altezza. Cuscinetti super scorrevoli che sfidano le leggi della fisica e del moto perpetuo. Io non eccellevo in questi marchingegni, mi limitavo a mettere una carta da briscola fra i raggi della mia bici e mi sentivo un re. Mi chiedo se in questo istante i bambini-ragazzi si stanno divertendo come ci siamo divertiti noi, o se pensare a queste cose è causa di un germe che assale chi naviga nell'età della (?) ragione.
Magari anche i bambini di oggi una volta grandi penseranno che si sono divertiti un sacco con la playstation e... guarda adesso sti bocie, non si divertono più... Io vedo solo la via dove sono cresciuto vuota di bambini e piena di auto, mi sembra di vedere il sudore nei volti, le piaghe perenni nelle ginocchia, di sentire le grida, gli insulti, gli abbracci. Una cosa sola mancava: un pò di f... forse è per questo che sono diventato una specie di maniaco sessuale. Ma ora darei tanto per rivedere una partita a calcio sotto casa mia.
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Che nostalgia! Pelle d'oca...
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Un Presidente, c'è solo un Presidente,
un Presideeenteee, c'e solo un Presideeenteee!
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Veramente bello e commovente. Leggendo mi è venuto in mente che un certo Andrea De Boni un giorno decise di cambiare nome alla via Navarotto in Navarottolo spiegando a tua sorella che erano stati i vigili a correggerlo di notte perchè in realtà quello era il vero nome della strada.. e ovviamente la Rospetto c'è cascata come un pero!!!
Baci al presidente!
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la mia infanzia non l'ho vissuta qui (le pirole non so neppure cosa siano) ma leggere queste righe mi ha fatto tornare indietro nel tempo quando ero davvero indistruttibile così come lo eravamo tutti (non parlo solo del sangue che correva libero sugli stinchi graffiati, parlo della lattina divisa tra 5 o 6 ragazzini, parlo delle sudate fatte senza il terrore di chissà quali malattie respiratorie, parlo della frutta ciulata (rubata per i non meneghini) e mangiata senza neppure lavarla.. eppure siamo ancora tutti qui.. beh quasi tutti, ma chi non c'è più è partito per altri lidi per cause non imputabili all'infanzia vissuta).
Non c'era "pali" ma c'erano la "Tedesca" e "Triangolino", c'era la voglia di giocare anche se fuori faceva freddo (quello vero, non come quest inverno balordo), c'era la gioia di quando i più grandi (si, quelli di 3/4 anni più grandi.. quelli a cui bastava uno sguardo storto per farti cagare sotto) ti indicavano e dicevano "ehi, muoviti, vieni a giocare": una vera promozione sul campo, 5 parole che alle orecchie dei non-prescelti suonavano come "ehi tu, tu che sei davvero forte, sei degno di unirti a noi"..
Anche nella operosa Milano le auto erano meno, le costruzioni erano meno, in più c'erano molti spazi a nostra disposizione per le partite con le porte fatte dai giubbotti (unico costo le urla di mamma quando a casa vedeva il giubbotto, quello nuovo, sporco di terra..), per imparare ad andare in bici senza rotelle (e chi se ne frega se le ginocchia erano una unica grande crosta, eravamo invincibili, ve l'ho detto)
Mi vengono gli occhi lucidi..
grazie.
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