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Moro e Wikipedia Computer ed Internet
di siracide, 17 Novembre 2006 stampa
Vorrei segnalare un interessantissimo articolo pubblicato sul sito NoiseFromAmerika (col quale proporrei un gemellaggio virtuale tra siti web). L'autore è il nostro Moro dall'alto della collina della sua senior economist position alla NY fed.

Quant'è facile creare una voce dell'enciclopedia Wikipedia? Moltissimo: Wikipedia e' online, gratuita e sollecita la collaborazione da parte di tutti i suoi lettori. Per esempio per creare una pagina contenente la biografia del nostro Sandro basta inserire sulla barra url del proprio browser l'indirizzo http://it.wikipedia.com/Sandro_Brusco. Wikimedia, il software che fa girare Wikipedia, controlla se la pagina esiste, ed in caso Lcontrario invita a crearla inserendone i contenuti in un modulo web. Nessuna password richiesta, nessuna restrizione su formato e sintassi, nessuna conoscenza tecnica necessaria. Occorre solo avere tempo e volonta' sufficienti. "Wiki", in un dialetto hawaiiano, significa "veloce, semplice", ed il software di wikipedia rende onore al suo nome. Raccogliendo una provocazione di fausto, l'altra sera ho fatto proprio questo, inserendovi la frase: "Sandro Brusco, nato a Papozze".
Qui l'ARTICOLO COMPLETO

2 commenti
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  di siracide, 20 Novembre 2006, 10:43 permalink
E questo sito Moro, lo conosci?
www.cronologia.it
E' un sito fatto da un vicentino che aveva un negozio di informatica e che adesso abita a Grumolo. Non lo conosco m dev'essere un tipo particolare. I contenuti sono vasti e interessanti e molti anche a livello universitario in Italia consultano il sito. Anche Vale per il Museo Astronomico della Specola ha avuto modo di cercare dati in questo sito.
E' interessante e valido, però rimane il problema della veridicità: le fonti quasi sempre non sono citate e questo a mio parere è grave.
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  di siracide, 23 Novembre 2006, 10:54 permalink
Ieri, in netto ritardo sullo "studio" effettuato da Moro, sono usciti un paio di articoli su "Il Giornale di Vicenza" riguardanti Wikipedia.
Non so se Moro vorrà interagire col giornalista, forse un po' troppo di parte e troppo entusiasta delle potenzialità senza tener conto dei limiti e dei bachi della gestionedel progetto.

mercoledì 22 novembre 2006 cultura pag. 32

L’enciclopedia in Rete fondata nel 2001 ha ormai dimensioni colossali. È totalmente open e chiunque può modificare o aggiungere voci in tempo reale. Sempre aperta la discussione fra chi realizza e modifica i testi
L’intelligenza collettiva che “riscrive” il sapere
di Paolo Vidali

Wikipedia è uno dei fenomeni più interessanti che caratterizzano Internet. Non solo per le sue dimensioni (5,3 milioni di voci) o per il numero di accessi (60 milioni al giorno) ma per l'idea da cui è nata. Persone diverse, usando le proprie competenze, cooperano per produrre un'enciclopedia condivisa. Fin qui niente di strano. È il modo in cui si coopera che lascia sconcertati.
Chiunque può collaborare, se ha tempo e voglia per farlo. Legge una voce, decide di integrarla o modificarla. Può inserire un rimando, creare un link ancora non esistente, tradurre una voce o inserirne una del tutto nuova. Appena inserita, la modifica diventa operativa, accessibile a tutti e pubblica. Non esiste uno staff di esperti che controlla le voci. Non esiste una selezione preventiva di quanto immesso, non esiste nominatività di chi collabora. Ebbene, senza ordine, gerarchie, autorità, responsabilità individuale, è impossibile che questo progetto funzioni. E invece accade proprio il contrario. Wikipedia funziona e, in certi casi, rappresenta un prodotto più attendibile di altre storiche e blasonate Enciclopedie. Perché?
Una prima risposta è interna al progetto. Dipende dallo stile con cui si diventa "wikipediano". Infatti operare in Wikipedia richiede certo una competenza ma ancor più un'etica. Un'etica della cooperazione. Wikipedia - si legge nel suo statuto - è un'enciclopedia non un palco o una palestra per le opinioni personali. Per questo ricerca un punto di vista solidale, dove tutte le posizioni vengano rappresentate. Non si presenta mai una "verità", ma sempre una posizione, possibilmente sostenuta da una fonte autorevole. Se nasce un conflitto, esso va risolto nella discussione che sta alle spalle della singola voce, e che avviene tra i diversi redattori coinvolti. Si deve rispettare ciascun "wikipediano" anche quando non si è d'accordo con lui. Occorre agire in buona fede e valutare il lavoro altrui con altrettanta buona fede. In una parola si lavora verso l'accordo, non verso la perfezione, soprattutto se è la propria. E a questa etica della cooperazione corrisponde una essenziale etichetta del redattore wikipediano, che più o meno si riassume in questi due principi: se qualcuno non è d'accordo con la tua revisione, fornisci motivazioni valide per cui pensi che sia appropriata. Allo stesso modo concedi un punto se non hai una risposta: lavora per mediare i disaccordi, non per radicalizzarli. Direi che è poco. E moltissimo contemporaneamente. Ci sono qui le linee di un'etica della discussione pubblica che manca a gran parte della nostra vita civile. E c'è un'applicazione pratica di quel principio che Quine e Davidson hanno chiamato "principio di carità interpretativo": «Se non sei d'accordo con qualcuno, cerca le condizioni che rendono vera la sua tesi: solo così lo capirai meglio».
A spiegare il successo di Wikipedia c'è anche una ragione esterna, legata al mezzo più che al modo. Wikipedia non esisterebbe senza Internet, cioé senza questo straordinario sistema di circolazione di dati informatizzati a bassissimo costo e a larghissimo spettro. La Rete permette la condivisione in tempo reale di ogni variazione introdotta nell'enciclopedia. Permette di aprire una discussione tra chi ha redatto una voce e chi la corregge. Permette di far partecipare altri a questa discussione, virtuale eppure realissima. Tanto è vero che si conclude con un risultato, per lo più positivo, a guardare le analisi di attendibilità a cui Wikipedia è stata sottoposta. Certo un simile progetto è anche l'occasione per una rivalsa del neofita. Senza blasone accademico, senza riconoscimento scientifico, chiunque, se ne è capace, può portare il proprio sapere dentro un'enciclopedia condivisa. La natura anonima delle voci (ma non delle discussioni che avvengono dietro alla pubblicazione delle voci) potrebbe favorire l'originalità, l'eccesso, il narcisismo culturale, anche l'idiozia. Ma il sistema corregge questi rischi, li governa con la quantità dei lettori e la qualità delle correzioni. Si arriva anche a mettere fuori gioco qualcuno che agisce solo per distruggere. Eppure questi restano casi numericamente insignificanti. La grandissima maggioranza dei wikipediani ha imparato a controllare le proprie passioni e ad operare collettivamente.
Sarebbe interessante chiedersi perché ciò accade. Siamo in presenza di una rete di intelligenze che coopera autocorreggendosi. La sua stessa complessità diventa una garanzia. Non è possibile infatti controllare Wikipedia a livello generale. Anche le modifiche locali (le singole voci) finiscono per realizzare un progetto che va al di là del singolo autore. Come accade nei sistemi complessi vi sono regole locali (l'etica e l'etichetta di cui abbiamo parlato) che producono effetti globali: la qualità e l'attendibilità della più vasta enciclopedia al mondo. Così emerge dalla rete delle interazioni una sorta di intelligenza collettiva, un frutto inatteso ma singolare e irripetibile. Ma non per questo incomprensibile e oscuro. È una intelligenza collettiva che si manifesta. Nel sito italiano si legge che "Wikipedia è la dimostrazione dell'esistenza dell'inconscio collettivo, che diviene progressivamente manifesto nella sua forma telematica". Tra poco correggerò questa affermazione, cambiando il termine "inconscio" con "intelligenza". Anzi l'ho già fatto. Vedremo se chi legge sarà d'accordo con me.

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Ha 60 milioni di utenti
In italiano 216.544 voci


Wikipedia è un'enciclopedia online, multilingue, a contenuto libero, redatta in modo collaborativo da volontari. Il suo scopo è quello di creare e distribuire un'enciclopedia internazionale libera nel maggior numero di lingue possibili. Nata il 15 gennaio 2001, Wikipedia è già uno dei siti di consultazione più popolari del Web, visto che conta circa 60 milioni di accessi al giorno.
L'obiettivo di Wikipedia è di creare un'enciclopedia libera e affidabile - anzi la più grande enciclopedia nella storia, in termini sia di ampiezza che di profondità degli argomenti trattati.
È descritta dal suo fondatore Jimmy Wales come «uno sforzo per creare e distribuire una enciclopedia libera della più alta qualità possibile ad ogni singola persona sul pianeta nella sua propria lingua». Deriva il suo nome dall'unione della parola wiki, termine hawaiiano che significa "veloce", e da pedia, suffisso di enciclopedia che in greco significa "insegnamento".
Le sue cinque edizioni più grandi sono, in ordine decrescente, quelle in lingua inglese, tedesca, francese, polacca e giapponese. In totale, il progetto Wikipedia comprende edizioni in 250 lingue e dialetti, con un numero complessivo di oltre 5 milioni di voci. Quella italiana comprende ad oggi 216.544 voci. Gli utenti registrati sono oltre 4 milioni. Su Wikipedia non vi sono distinzioni formali tra chi collabora: le decisioni sono idealmente prese raggiungendo il consenso tra coloro che sono coinvolti.
Coloro che visitano il sito di Wikipedia possono creare o modificare una voce e vedere visualizzate all'istante le loro modifiche. Wikipedia è costruita infatti sulla convinzione che la collaborazione tra gli utenti possa nel tempo migliorare le voci. Gli autori delle voci, che non devono avere necessariamente alcuna competenza o qualifica formale sugli argomenti trattati, vengono però avvertiti che i loro contributi possono essere "modificati senza pietà e redistribuiti a piacere" da chiunque lo desideri.
Le varie edizioni in lingua operano indipendentemente l'una dall'altra. Esse non sono vincolate ai contenuti presenti nelle altre, sono tenute unicamente al rispetto delle linee guida generali del progetto. Tuttavia i testi delle voci e i contenuti multimediali sono spesso condivisi tra le varie edizioni, ma le voci tradotte rappresentano solo una piccola percentuale di quelle presenti in ciascuna edizione.
Per questo Wikipedia è stata accusata di insufficienza nella conoscenza, a causa della sua natura volontaria, e di riflettere i pregiudizi dei suoi collaboratori. I critici ritengono che permettere a chiunque di scrivere renda Wikipedia un lavoro inaffidabile: è un'enciclopedia che non contiene alcun processo formale di revisione e gli stessi collaboratori potrebbero non essere esperti negli argomenti di cui scrivono. A conferma di ciò, in un'intervista dell'ottobre 2004, concessa al quotidiano inglese The Guardian, il bibliotecario e consulente per Internet Philip Bradley dichiarò di non usare Wikipedia e di «non essere a conoscenza di un solo bibliotecario che lo farebbe. Il problema principale è la mancanza di autorità. Per le pubblicazioni stampate, gli editori devono garantire che i loro dati siano attendibili in quanto il loro sostentamento dipende da ciò. Ma con qualcosa come questo, tutto ciò perde di significato». (Waldman, 2004).
A questi rischi Wikipedia contrappone il vantaggio di poter essere aggiornata o creata in risposta ad avvenimenti di attualità. In un'analisi sulle enciclopedie online, infatti, i professori della Indiana University, Emigh e Herring, scrissero che «Wikipedia apporta miglioramenti alle tradizionali fonti di informazione, specialmente per le aree in cui è forte, come tecnologia e avvenimenti d'attualità».
La rivista scientifica Nature nel 2005 riportava che le voci scientifiche in Wikipedia erano comparabili in accuratezza a quelle presenti nella Enciclopedia Britannica, con Wikipedia avente una media di 4 errori per voce contro i 3 della Britannica.
Un tentativo di saggiare la capacità di autocorrezione di Wikipedia è stata fatta anche in Italia. Tra il 28 dicembre 2005 e il 10 gennaio 2006 la redazione del settimanale L'Espresso ha inserito nell'edizione italiana di Wikipedia quattro errori in altrettante voci dell'enciclopedia ("Alvaro Recoba", "Ugo Foscolo", "Giovanni Spadolini", "Georg Hegel") e una voce del tutto inventata sul poeta inesistente "Carlo Zamolli". La voce Alvaro Recoba è stata corretta in poco più di un'ora. La voce Georg Hegel è stata corretta dopo dieci giorni. Le altre due voci errate e la voce inventata sono state corrette solo dopo l'uscita del settimanale nelle edicole.
N.B. Il materiale di questa descrizione, comprese le critiche, è tratto da Enciclopedia Wikipedia, al sito http://it.wikipedia.org/wiki/Wikipedia. (p.v.)
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