MILANO - "Io trovo vergognoso che in Italia si faccia un corteo di individui vestiti da kamikaze". Torna a far sentire la sua dura, polemica voce Oriana Fallaci. Sei mesi e mezzo dopo il lungo articolo sul Corriere della sera con cui si scagliava contro gli attacchi islamici, dopo l'11 settembre ("Non capite che se non si combatte, la Jihad vincerà" ), la giornalista sceglie questa volta Panorama che pubblicherà venerdì (ma alcuni brani sono stati già letti durante l'edizione serale del Tg5) la sua nuova durissima invettiva.
La Fallaci si scaglia contro alcune manifestazioni a sostegno dei palestinesi, contro "gli individui che vestiti da kamikaze berciano infami ingiurie a Israele, passano fotografie di capi israeliani sulla cui fronte hanno disegnato una svastica, incitano il popolo a odiare gli ebrei e che pur di rivedere gli ebrei nei campi di sterminio, nelle camere a gas, nei forni crematori di Dachau e Mauthausen e di Buchenwald e di Bergen Belsen venderebbero a un harem la propria madre.
Ma l'attacco più duro è forse quello contro il Vaticano: "Io trovo vergognoso che la Chiesa cattolica permetta a un vescovo peraltro alloggiato in Vaticano, uno stinco di santo che a Gerusalemme venne trovato con un arsenale di armi e di esplosivi nascosti in speciali scomparti della sua sacra Mercedes, di partecipare a quel corteo e piazzarsi a un microfono per ringraziare in nome di Dio i kamikaze che massacrano gli ebrei nelle pizzerie e nei supermarket, chiamarli martiri che vanno alla morte come a una festa".
"Io trovo vergognoso - prosegue la Fallaci - che in Francia, la Francia del motto liberté, egalité, fraternité, si brucino le sinagoghe, si terrorizzino gli ebrei, si profanino i loro cimiteri. Trovo vergognoso che in Olanda e in Germania e in Danimarca i giovani sfoggino la khefia come gli avanguardisti di Mussolini sfoggiavano il bastone e il distintivo fascista. Trovo vergognoso che in quasi tutte le università europee gli studenti palestinesi spadroneggino e alimentino l'antisemitismo. Che in Svezia hanno chiesto di ritirare il Premio Nobel per la pace concesso a Shimon Peres nel 1994 e concentrarlo sulla colomba col ramoscello d'ulivo in bocca, cioè su Arafat. Trovo vergognoso che gli esimi membri del Comitato, un comitato che a quanto pare anziché il merito premia il colore politico abbiano preso in considerazione la richiesta e pensino di esaudirla. All'inferno il premio Nobel e onore a chi non lo riceve. Io trovo vergognoso che le televisioni di stato contribuiscano al risorto antisemitismo piangendo solo sui morti palestinesi, facendo la tara ai morti israeliani, parlando in modo sbrigativo e spesso in tono svogliato di loro''.
"Io trovo vergognoso - continua a fiume Oriana Fallaci, replicando volutamente la formula usata per tutta la sua invettiva - che quasi tutta la sinistra, quella sinistra che venti anni fa permise a un suo corteo sindacale di deporre una bara (quale mafioso avvertimento) dinanzi alla sinagoga di Roma, dimentichi il contributo dato dagli ebrei alla lotta antifascista. Da Carlo e Nello Rosselli, per esempio, da Leone Ginzburg, da Umberto Terracini da Leo Valiani, da Emilio Sereni, dalle donne come la mia amica Anna Maria Enriques Agnoletti fucilata a Firenze il 12 giugno 1944, da settantacinque dei trecentotrentacinque uccisi alle Fosse Ardeatine, dagli infiniti altri morti sotto le torture o in combattimento o dinanzi ai plotoni d'esecuzione. (I compagni, i maestri della mia infanzia e della mia prima giovinezza). Trovo vergognoso che per colpa della sinistra anzi soprattutto per colpa della sinistra (pensa alla sinistra che inaugura i suoi congressi applaudendo il rappresentante del'Olp, in Italia il capo dei Palestinesi che vogliono la distruzione di Israele) gli ebrei delle città italiane abbiano avuto paura. E nelle città francesi e olandesi e danesi e tedesche, lo stesso. Trovo vergognoso che al passaggio dei mascalzoni vestiti da kamikaze tremino come a Berlino tremavano la Notte dei Cristalli cioè la notte in cui Hitler avviò la Caccia all'Ebreo".
"Io trovo vergognoso - prosegue - che obbedendo alla stupida, vile, disonesta, e per loro vantaggiosissima moda del Poltically Correct i soliti opportunisti anzi i soliti parassiti sfruttino la parola Pace. Che in nome della parola Pace, ormai più sputtanata delle parole Amore e Umanità, assolvano da una parte sola l'odio e la bestialità. Che in nome di un pacifismo (leggi conformismo) delegato ai grilli canterini e ai giullari che prima leccavano i piedi a Pol Pot aizzino la gente confusa o ingenua o intimidita. Che la imbroglino, la corrompano, la riportino indietro di mezzo secolo cioè alla stella gialla sul cappotto. Questi ciarlatani ai quali dei palestinesi importa quanto a me importa di loro. Cioè nulla."
''Sto con Israele - conclude - sto con gli ebrei, sto come ci stavo da ragazzina, cioè al tempo in cui combattevo con loro. Difendo il loro diritto a esistere, a difendersi, a non farsi sterminare una seconda volta e disgustata dall'antisemitismo di tanti italiani, di tanti europei mi vergogno di questa vergogna che disonora il mio paese e l'Europa: nel migliore dei casi non una comunità di stati ma un pozzo di Ponzi Pilato. E anche se tutti gli abitanti di questo pianeta la pensassero in modo diverso io continuerò a pensarla così''.
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Che ci sia in giro un antisemitismo piu' o meno strisciante non discuto. Che questo vada combattuto e criticato nemmeno. Che vadano criticati certi idioti che vedono l'ex terrorista Arafat come una colombella pure. Sono d'accordo anche sul fatto che il comitato del Nobel abbia fatto una discreta figuraccia nell'occasione e faceva meglio a tacere.
Ma questo non va sostenuto paventando una imminente jihad-guerra santa che sinceramente non vedo: la maggior parte dei paesi arabi sono alleati dell'occidente ed intendono (convenientemente) rimanerlo.
Il punto e' che criticare l'antisemitismo ed il terrorismo arabo non significa appoggiare la linea Sharon che andrebbe processato all'Aja assieme a Milosevich per quello che sta combinando.