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Ghiotteneger primo buferiano alla Vasaloppet Sport
di siracide,  7 Marzo 2006 stampa
Una sorpresa contro ogni pronostico, ma per nulla impossibile nè improbabile.
Il socio fantasma, infatti, oltre alle note doti riproduttive, vanta un ottimo stile da fondista e una familiarità e adattabilità alle lunghe distanze, pur non avendo l'esperienza di Siracide che da sempre gli è davanti in ogni gara e classifica a piedi e con gli sci (con distacchi variabili, a volte lievi, altre volte pesanti). Solo in 4^ o 5^ elementare alle campestri dei Giochi della Gioventù a S.Vito di Leguzzano l'ordine d'arrivo tra i due si era invertito.
Domenica scorsa, Ghiotto, ha fatto il garone della vita andando fino in Svezia a battere l'amico Siro. Ma questo è solo il contorno: l'impresa era concludere i 90 km. e giungere all'arrivo della mitica Vasaloppet!

E, tra i 14.796 partecipanti, tutti i 4 della Giovane Montagna di Vicenza ce l'hanno fatta:
Roby 4295° in 7.21'48"
Siro 4999° in 7.39'59"
Ampelio 8442° in 9.10'41"
Giannino 9984° in 9.59'01"

Beh, innazitutto bisognerebbe partire dall'inizio: avevamo programmato un ritrovo in quel di via Bertesinella alle ore 5.00... il tempo di caricare e poi via verso Milano Malpensa. Siamo arrivati fino in Ca'Balbi all'edicola, quando in modo quasi scherzoso si faceva un ironico elenco di cose assolutamente indispensabili e da non dimenticare: sci, scarpe, biglietti, carta d'identità... "carta d'identità??? ma serve?" chiede Ghiotto. Girata la macchina e via fino a Bolzano Vic.no. Il somaro rientra in casa e dopo un po' ritorna con carta d'identità scaduta da un anno e passaporto valido ma senza l'annuale tassa... Benone! Ottimo inizio! Si parte quindi alle 5.40 e ci si becca tutto il traffico entrante a Milano. Grazie al cielo in aereoporto nessun problema col passaporto.
Si arriva a Stoccolma che nevica per bene e la temperatura è ben sottozero. Ora ci toccano 3-4 ore di pullman fino a Mora dove ci attende una famigliola per ospitarci nella loro tipica casetta nordica. Ci si aspettava una coppia di anziani contenti di dividere la loro casa ormai troppo grande... invece trattavasi di coppia giovanissima più il gatto Hugo. Lui 28 anni circa, ex-wrestler di buon livello fino alla rottura di 3 vertebre cervicali e un taglio alla gola di 10 cm.; ma gli è andata bene avendo come residuo solo una rigidità al collo; adesso è magro come me. Lei, di qualche anno più giovane, molto carina, ma non bionda e quindi non la tipica bellezza nordica. Casetta in legno e mattoni con seminterrato super accogliente per gli ospiti, con bagno esclusivo provvisto di sauna.
Le strade principali erano relativamente sgombere dalla neve nel senso che c'erano le “rotaie” di passaggio. Quelle secondarie invece avevano uno strato variabile da 2 a 15 cm. di ghiaccio ricoperto di neve. L'asfalto, per quel poco che si vedeva, è rosso, ed i segnali stradali hanno lo sfondo giallo anzichè bianco. Quasi tutti i mezzi hanno gomme chiodate; mai viste catene da neve; piuttosto arditi ciclisti con mtb ma anche bici normali; frequentissime invece speciali slitte porta spesa a mo' di monopattino.
Ben impressi ci son rimasti la zona e l'indirizzo di un ristorante con 4/5 cameriere bionde una più bella dell'altra, tali che spesso le confondevi non riuscendo a contarle definitivamente (forse era una sola? Oppure erano 7 sorelle per 7 fratelli? Mah...)
Il paesaggio era splendido come in tutti i paesi nordici, un perenne natale. Alle 17 era già buio pesto e le strade erano poco o per nulla illuminate. Non c'è inquinamento luminoso, la neve riflette abbastanza luce per vederci e tutte le case hanno sempre delle luci soffuse sulle finestre. Finestre prive di balconi o persiane, spesso anche di tende, per far entrare il sole di giorno e per creare atmosfera con luci soffuse o candele di notte.
Il cibo è ottimo, specie le carni di renna o alce con salsine varie a base di funghi e gelatine di frutti di bosco. E si trovano quasi ovunque anche pastasciutte, cucinate decentemente.
I prezzi?
Al prossimo che mi dice che i paesi scandinavi sono cari... come dice qualcuno... “ghe pisso in bocca!”
Volendo, sì, qualche prezzo potrebbe essere considerato relativamente alto, ma da quando noi ci siamo presi nel didietro l'euro (loro hanno ancora la Corona Svedese!), tutto è paragonabile ai nostri prezzi, anzi la maggior parte è inferiore. Mediamente abbiamo speso 9 euro per ogni pasto completo!!! Una bella casetta costa 25.000 euro! Un bel maglione 34 euro! Un passamontagna specialistico per lo sci da fondo 10 euro! (decisamente inferiori alle truffe dei nostri negozi pseudo-sportivi).
Il primo giorno abbiamo trovato subito i tre nazionali italiani Fauner, Cattaneo e Costantin, mentre provavano come noi gli ultimi km. del percorso.
Il tempo è sempre stato cupo: cielo coperto, precipitazioni nevose (nevicate ventose, fini, a volte fitte) e temperature in diminuzione a partire dai -11°C dell'arrivo in aereoporto. Al sabato, vigilia della gara, finalmente un bel sole, ma alla sera si rannuvola tutto nuovamente. Durante la notte e fino alla partenza della gara, BUFERA di neve e ventaccio gelido. La pista completamente coperta di neve.
La sveglia era alle 3.30, il pullman alle 4.20 per raggiungere Salen, zona di partenza della gara. Tra i -15 e i -20°C la temeratura alle 8.00, quando è stato dato il via nel silenzio generale, senza spari, cannonate, fischi. Forse avranno abbassato una bandierina in fondo alla spianata, dove aspettavamo in 15.000. In silenzio l'intera massa comincia a muoversi, solo il rumore degli sci e dei bastoncini... incredibile... completamente diverso dalla Marcialonga che affascina invece per la festosità lungo il percorso, in mezzo ai paesi, con grida, tifo, campanacci...
In Svezia, invece il fascino è il silenzio, spianate candide e sconfinate, boschi imbiancati e pochi spettatori sparsi arrivati con motoslitte da chissadove, accampati con un focherello acceso, pronti ad offrire qualcosa al concorrente esausto.
Il resto è la gara, lunga, ondulata, una neve fredda e molto lenta. I nazionali italiani che come sempre non riescono ad emergere in questa gara dominata dai nordici. Unica invece è stata la nostra Paluselli che è andata a vincere, anche se col ricorso, poi ritirato, e il sospetto, documentato da foto, di essere stata aiutata e spinta in gara da un altro concorrente (che però guarda caso era il suo allenatore... mah!)
I nostri risultati li avete visti sopra: in due potevano aspirare ad entrare in medaglia (una volta e mezza il tempo del vincitore), ma le condizioni meteo-nevose hanno resa troppo lenta la pista... per questo si dovrà ritentare un'altra volta!!!
L'ultimo giorno era riservato al lungo viaggio di ritorno, lasciando a Mora una temperatura di -26°C

aggiornato 13/03/2006 con l'aggiunta del racconto!

4 commenti
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  di Llerin, 13 Marzo 2006, 15:49 permalink
Ricordo quella marcia perchè partecipavo anch'io e ricordo che mi impressionò il numero di partecipanti. Eravamo in 4 della Gonzati, scelti dopo una selezione e allenati dal mitico Ampelio: Ghiotto, Siro, io e il quarto che non ricordo. Contro ogni pronostico Ghiotto fece meglio di Siro; credo che addirittura arrivò primo, mentre Siro tra i primi. Ricordo che io arrivai settimo facendomi superare negli ultmi metri da due ragazzi. Pensai che tanto il premio lo danno ai primi tre, arrivare quinto o settimo è la stessa cosa. Invece premiarono i primi sei e dire che ci rimasi di merda è dire poco.
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  di Roda, 13 Marzo 2006, 16:55 permalink
Babbeo fin da bambino ....
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  di Llerin, 13 Marzo 2006, 17:51 permalink
In questo caso devo confermare.
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  di siracide, 13 Marzo 2006, 18:10 permalink
aggiunto racconto del viaggio in Svezia.
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