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La "Giovane Montagna" torna in Svezia per la mitica Vasaloppet con in testa Ampelio Pillan e il figlio Siro Sport
di siracide,  1 Marzo 2006 stampa
Articolo e foto apparsi su "Il Gazzettino" di lunedì 27 febbraio 2006 (con qualche errore che qui ho cercato di eliminare... l'articolo con errori ma senza foto si trova anche sul quotidiano on-line)

"38 anni fa io ero in attesa di nascere e mio papà arrivava 4° degli italiani alla Vasa. Quest'anno ci torniamo assieme". Questo mi ha raccontato Siro Pillan , un buon fondista che come altri centinaia di fondisti ancora una volta quest'anno ha preso il via alla Marcialonga. E' questa la regina delle granfondo italiane nata nel 1972 in Val di Fiemme sullo slancio del successo ottenuto nella 30 km olimpica di Grenoble da Franco Nones.

Da allora si sono disputate 33 edizioni, gli stili con il tempo sono cambiati e all'arrangiarsi tanto per arrivare si è sostituita la tecnica, l'allenamento. Tanti però sono rimasti dei puri come agli esordi e poco propensi a cambiare il loro modo di affrontare le piste. Tre anni fa la scelta da parte degli organizzatori di ritornare al passo classico ed ecco il vecchio gruppo della Giovane Montagna ritornare protagonista non solo nella Marcialonga ma anche alla Vasaloppet.

"L'idea era nell'aria da un po', in particolare da quando la Marcialonga è tornata allo stile classico dello sci da fondo - racconta Siro Pillan -. In quell'occasione del "ritorno all'antico" era stata organizzata una rimpatriata e un po' tutti avevano ripreso per mano gli sci per tornare sui vecchi binari. E lo spirito c'era tutto, tanto che, presi dalla foga e dalle abitudini di una volta, ci eravamo messi a sciolinare di nascosto, al buio e al freddo nel parcheggio davanti all'hotel, rifiutando il calduccio della sala sciolinatura. La fila di macchine che intasava la strada di Moena nell'attesa di muoversi ci guardava incredula e quasi con compassione vedendoci saltellare per il freddo, senza sapere che ci stavamo divertendo e gustando quei bei momenti. Proprio un bel gruppetto di amici. E certo per un gruppo così non poteva non venire quantomeno l'idea di partire per la Svezia.

"Beh, adesso stiamo preparando le valige in 4 - continua Siro -, tra cui mio padre Ampelio che torna in Svezia dopo 38 anni. Era il marzo del 1968 ed era in attesa della mia nascita; ora invece vado a gareggiare assieme a lui. Mio padre quella volta ottenne una grande prestazione in occasione della prima spedizione ufficiale italiana a quella gara famosa".

Ed ecco allora come il giornale di venerdì 8 marzo 1968 raccontò l'avvenimento:
Al termine della "Vasaloppet", la gara disputatasi in Svezia, sulla distanza di 86 Km., lungo il tragitto che compì, nel 1585, Gustavo Wasa, futuro primo re degli svedesi, solo quattro sciatori italiani hanno conquistato la prestigiosa medaglia che classifica i concorrenti come atleti e non come semplici, seppur appassionatissimi, turisti: i milanesi Wuerich e Longo, il veronese Dalla Vedova, il vicentino Ampelio Plllan, della Giovane Montagna. Degli 8.530 concorrenti partiti, tutti quelli che hanno portato a termine la gara hanno ricevuto il classico diploma, fossero essi semplici appassionati del fondo, oppure olimpionici; ventenni e settantacinquenni; corridori quasi professionisti o tranquilli signori; ma per la classifica di veri atleti, faceva testo la sola medaglia. Pillan è riuscito a conquistarla, cogliendo cosi un risultato di rilievo: e la gara del vicentino poteva essere ancora più entusiasmante, se si considera che fino a metà gara egli era il primo degli italiani.
Vittima di crampi dal 40° al 55° Km., Pillan si è visto superare da qualche centinaio di concorrenti, fra cui i tre italiani che erano davanti a lui all'arrivo. Alla fine è risultato 2058°, davanti ad oltre 5000 scandinavi.


Con Ampelio e Siro Pillan partiranno alla volta della Svezia anche altri due sciatori della Giovane Montagna: Giannino Chiodi (classe '29) e Roberto Ghiotto.

Delfino Sartori

Aggiornamento 11/03/2006: foto visibile

9 commenti
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Nota: i commenti sono di proprieta' degli autori, che ne sono responsabili.

  di sgorbio, 02 Marzo 2006, 12:34 permalink
E oggi un altro articolo si può leggere nella pagina sportiva del giornale di Vicenza.

Buona avventura!

E speriamo che qualcuno della truppa tornando a casa trovi la stessa sorpresa che il mio papà ha avuto 38 anni fa! :-)))))))
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  di D@niele, 02 Marzo 2006, 14:54 permalink
Io aspetto che l'articolo esca anche sulla Gazzetta dello Sport.
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  di Roda, 02 Marzo 2006, 17:56 permalink
Mi raccomando, tenete alto il vessillo buferiano.
In bocca al lupo a tutti, e chissà che un giorno anche io ed il Presidente .......
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  di Presidente, 02 Marzo 2006, 18:12 permalink
ho gridato più o meno le stesse cose sabato scorso a campolongo. L'atleta era superconcentrato, e scalpitava letteralmente sugli sci mentre i commissari facevano partire i fondisti a intervalli di 20 secondi. Poi mi sono intrufolato in mezzo ai boschi. go siro goooo
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  di siracide, 07 Marzo 2006, 10:50 permalink
...ma non sono io!
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  di siracide, 07 Marzo 2006, 11:40 permalink
ecco l'altro articolo:

giovedì 02 marzo 2006 sport pag. 45
GRANFONDO/1. Papà Ampelio a distanza di 38 anni dal suo debutto nella mitica prova torna al via con figlio Siro
La Pillan dynasty in gara alla Vasaloppet
Appuntamento domenica sulla distanza di 86 km. Sugli sci pure Chiodi, classe ’29

(r. a.) Nello sci di fondo di storie come quella di Ampelio e Siro Pillan se ne possono rintracciare tante perché in quella degli sci stretti più che in altre discipline sportive la passione passa di padre in figlio. E non di rado, contagia i nipoti.
L'immagine paradigmatica è quella della "famiglia olimpica" di Gaetano Di Centa. Fondista lui, fondisti i figli Andrea, Manuela e Giorgio, fondista il figlio di Andrea Patrick, fondista Rosalba Pittino moglie di Andrea e mamma di Patrick.
Anche nel Vicentino i casi non sono rari, neppure fra i fondisti "cittadini", come quelli della famiglia Pillan. Trentotto anni fa papà Ampelio sale al nord, in Svezia, per partecipare alla mitica Vasaloppet "madre " di tutte le granfondo che di lì a poco sarebbero nate a macchia d'olio, Marcialonga in primis, sulla falsariga della grande saga fondistica nata nel ricordo ed in onore di re Vasa. Ampelio parte lasciando a casa la moglie in attesa dell'erede. È un fondista della Giovane Montagna, storica società cittadina legata a doppio filo con lo sci ed in particolare con quello di fondo. In gara, ben 86 i chilometri da percorrere, si comporta bene classificandosi quarto fra gli italiani presenti chiudendo al 2058° posto col tempo di 6 ore 57'. Con lui anche altri due vicentini: Franco Vedovato e Gabriele Lanza.
Domenica 5, la Giovane Montagna torna a Mora città di partenza della gara con papà Ampelio pronto alla riedizione accanto al figlio Siro ora trentottenne. L'esperienza per superare la prova non manca. Certo per Ampelio tornare sui luoghi conosciuti alla fine degli anni sessanta farà un certo effetto. Siro è al suo esordio e vorrà far bene, come allora il babbo. Con loro anche Giannino Chiodi, classe '29, l'ultima Marcialonga condotta in porto con onore, e Roberto Ghiotto. Altri vicentini si aggregheranno.
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  di D@niele, 07 Marzo 2006, 18:05 permalink
Va beh.. L'è el riassunto de che altro! :-))
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  di siracide, 07 Marzo 2006, 18:12 permalink
non precisamente... ed in più c'è l'imbarazzante paragone con la famiglia Di Centa!
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  di D@niele, 07 Marzo 2006, 18:44 permalink
imbarazzante per loro, ovviamente.
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