Da allora si sono disputate 33 edizioni, gli stili con il tempo sono cambiati e all'arrangiarsi tanto per arrivare si è sostituita la tecnica, l'allenamento. Tanti però sono rimasti dei puri come agli esordi e poco propensi a cambiare il loro modo di affrontare le piste. Tre anni fa la scelta da parte degli organizzatori di ritornare al passo classico ed ecco il vecchio gruppo della Giovane Montagna ritornare protagonista non solo nella Marcialonga ma anche alla Vasaloppet.
"L'idea era nell'aria da un po', in particolare da quando la Marcialonga è tornata allo stile classico dello sci da fondo - racconta Siro Pillan -. In quell'occasione del "ritorno all'antico" era stata organizzata una rimpatriata e un po' tutti avevano ripreso per mano gli sci per tornare sui vecchi binari. E lo spirito c'era tutto, tanto che, presi dalla foga e dalle abitudini di una volta, ci eravamo messi a sciolinare di nascosto, al buio e al freddo nel parcheggio davanti all'hotel, rifiutando il calduccio della sala sciolinatura. La fila di macchine che intasava la strada di Moena nell'attesa di muoversi ci guardava incredula e quasi con compassione vedendoci saltellare per il freddo, senza sapere che ci stavamo divertendo e gustando quei bei momenti. Proprio un bel gruppetto di amici. E certo per un gruppo così non poteva non venire quantomeno l'idea di partire per la Svezia.
"Beh, adesso stiamo preparando le valige in 4 - continua Siro -, tra cui mio padre Ampelio che torna in Svezia dopo 38 anni. Era il marzo del 1968 ed era in attesa della mia nascita; ora invece vado a gareggiare assieme a lui. Mio padre quella volta ottenne una grande prestazione in occasione della prima spedizione ufficiale italiana a quella gara famosa".
Ed ecco allora come il giornale di venerdì 8 marzo 1968 raccontò l'avvenimento:
Al termine della "Vasaloppet", la gara disputatasi in Svezia, sulla distanza di 86 Km., lungo il tragitto che compì, nel 1585, Gustavo Wasa, futuro primo re degli svedesi, solo quattro sciatori italiani hanno conquistato la prestigiosa medaglia che classifica i concorrenti come atleti e non come semplici, seppur appassionatissimi, turisti: i milanesi Wuerich e Longo, il veronese Dalla Vedova, il vicentino Ampelio Plllan, della Giovane Montagna. Degli 8.530 concorrenti partiti, tutti quelli che hanno portato a termine la gara hanno ricevuto il classico diploma, fossero essi semplici appassionati del fondo, oppure olimpionici; ventenni e settantacinquenni; corridori quasi professionisti o tranquilli signori; ma per la classifica di veri atleti, faceva testo la sola medaglia. Pillan è riuscito a conquistarla, cogliendo cosi un risultato di rilievo: e la gara del vicentino poteva essere ancora più entusiasmante, se si considera che fino a metà gara egli era il primo degli italiani.
Vittima di crampi dal 40° al 55° Km., Pillan si è visto superare da qualche centinaio di concorrenti, fra cui i tre italiani che erano davanti a lui all'arrivo. Alla fine è risultato 2058°, davanti ad oltre 5000 scandinavi.
Con Ampelio e Siro Pillan partiranno alla volta della Svezia anche altri due sciatori della Giovane Montagna: Giannino Chiodi (classe '29) e Roberto Ghiotto.
Delfino Sartori
Aggiornamento 11/03/2006: foto visibile
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Buona avventura!
E speriamo che qualcuno della truppa tornando a casa trovi la stessa sorpresa che il mio papà ha avuto 38 anni fa! :-)))))))