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Un indovino mi disse - Il paradiso degli animali

Inviato da: siracide in dataMer, 27 Luglio 2005 10:34:59
Ecco altri due libri passati sotto la mia vena di lettore: il primo di Tiziano Terzani e il secondo di Carlo Cassola.

Un indovino mi disse di Tiziano Terzani, è proprio un bel libro. Se vogliamo non c'è una vera storia (non è un romanzo), però c'è il filo conduttore di una profezia quasi casuale fatta allo scrittore protagonista. In sostanza è un diario di viaggio (i continui spostamenti di lavoro e familiari) con la particolarità di non utilizzare in alcun modo alcun velivolo (a causa della profezia). Questa particolarità consente di arricchire il diario di splendide descrizioni di luoghi, altrimenti "sorvolati" in tutti i sensi. Viene voglia di seguire il libro con a fianco un bell'atlante geografico. Non interessa più la storia tanto sono belle le descrizioni di posti e personaggi, anche se rimane fino alla fine la curiosità della ricerca e della verifica delle veridicità degli indovini (il filo conduttore appunto). Verso la fine del libro c'è una veloce accelerata del racconto che delude un po' se la si confronta con la calma descrittività della prima parte... ma anche la fine del libro è piacevole...

Il paradiso degli animali di Carlo Cassola forse mi sarebbe piaciuto 20 anni fa. Adesso invece... pesante e noioso! E' una storia fantastiosa di un mondo in cui gli uomini sono scomparsi (per le loro colpe autolesionistiche) e in cui gli animali guidati dai gatti e dai cani prendono il loro posto. L'idea può sembrare bella come una favola, ma la storia è noiosamente moralistica: c'è una lunghissima descrizione dell'evoluzione degli animali per ripercorrere le tappe degli uomini (leggere, scrivere, vestirsi, abitare, camminare in modo eretto...). La cosa è enormemente forzata e ogni riga diventa una difficile e complessa spiegazione per rendere veritiera questa trasformazione degli animali. Solo verso la fine del libro c'è un capitolo discreto, in cui si descrive un viaggio esplorativo e poi una battaglia. La vicenda qui concentra su di sè l'attenzione facendo dimenticare per un attimo la forzata umanizzazione.
Ripeto, forse letto da ragazzo mi sarebbe piaciuto, ma adesso mi pare proprio una predica moralistica, pesante e noiosa, costruita poi stravolgendo e forzando in modo incredibile ontogenesi e filogenesi dell'evoluzione animale (e anche la mia natura di Biologo si ribella).