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Un indovino mi disse - Il paradiso degli animali Libri
di siracide, 27 Luglio 2005 stampa
Ecco altri due libri passati sotto la mia vena di lettore: il primo di Tiziano Terzani e il secondo di Carlo Cassola.

Un indovino mi disse di Tiziano Terzani, è proprio un bel libro. Se vogliamo non c'è una vera storia (non è un romanzo), però c'è il filo conduttore di una profezia quasi casuale fatta allo scrittore protagonista. In sostanza è un diario di viaggio (i continui spostamenti di lavoro e familiari) con la particolarità di non utilizzare in alcun modo alcun velivolo (a causa della profezia). Questa particolarità consente di arricchire il diario di splendide descrizioni di luoghi, altrimenti "sorvolati" in tutti i sensi. Viene voglia di seguire il libro con a fianco un bell'atlante geografico. Non interessa più la storia tanto sono belle le descrizioni di posti e personaggi, anche se rimane fino alla fine la curiosità della ricerca e della verifica delle veridicità degli indovini (il filo conduttore appunto). Verso la fine del libro c'è una veloce accelerata del racconto che delude un po' se la si confronta con la calma descrittività della prima parte... ma anche la fine del libro è piacevole...

Il paradiso degli animali di Carlo Cassola forse mi sarebbe piaciuto 20 anni fa. Adesso invece... pesante e noioso! E' una storia fantastiosa di un mondo in cui gli uomini sono scomparsi (per le loro colpe autolesionistiche) e in cui gli animali guidati dai gatti e dai cani prendono il loro posto. L'idea può sembrare bella come una favola, ma la storia è noiosamente moralistica: c'è una lunghissima descrizione dell'evoluzione degli animali per ripercorrere le tappe degli uomini (leggere, scrivere, vestirsi, abitare, camminare in modo eretto...). La cosa è enormemente forzata e ogni riga diventa una difficile e complessa spiegazione per rendere veritiera questa trasformazione degli animali. Solo verso la fine del libro c'è un capitolo discreto, in cui si descrive un viaggio esplorativo e poi una battaglia. La vicenda qui concentra su di sè l'attenzione facendo dimenticare per un attimo la forzata umanizzazione.
Ripeto, forse letto da ragazzo mi sarebbe piaciuto, ma adesso mi pare proprio una predica moralistica, pesante e noiosa, costruita poi stravolgendo e forzando in modo incredibile ontogenesi e filogenesi dell'evoluzione animale (e anche la mia natura di Biologo si ribella).

8 commenti
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  di Presidente, 04 Agosto 2005, 21:20 permalink
Notevole il libro di Terzani, lui era proprio un personaggio, con una robusta passione per i popoli e le culture orientali, in cui ha voluto immergersi. Dei tanti indovini interpellati da Terzani durante il suo viaggio non ce n'era uno che la raccontasse uguale all'altro sul futuro dello scrittore...da far pensare che sono tutti impostori, tuttavia Terzani credeva di più a questi che a tante baggianate raccontate dal mondo cosiddetto "occidentale".
Grande la sua tristezza per la progressiva scomparsa della millenaria cultura del sudest asiatico...un paese dove alle pagode ed al loro regno di pace e tranquillità si sostituiscono i palazzi, regni del denaro.
Degno di nota il rientro a casa: Bangkok-Firenze, 20.000 chilometri fatti perlopiù in treno, dove ha visto e riportato nel suo libro le storie degli uomini, le loro miserie e speranze.

Un vero cronista, non cercava la sensazione, che peraltro veniva fuori benissimo dalla normalità dei suoi racconti.
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  di elmoro, 05 Agosto 2005, 16:25 permalink
Ottima recensione, Mr. president. Puoi farne delle altre?
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  di principessa, 15 Settembre 2008, 00:36 permalink

UN INDOVINO MI DISSE di TIZIANO TERZANI

Un indovino cinese predice a Terzani che il 1993 sarà un anno in cui rischierà la vita se utilizzerà l'aereo. Decide così di trascorrere l'intero anno senza utilizzare mai aerei ed elicotteri, riscoprendo così i lunghi viaggi in treno e in nave. Il libro è ricco di descrizioni di luoghi e di vita quotidiana. C'è una accurata descrizione anche sul contrasto tra i paesi in preda ad uno sviluppo accelerato (Cina, Thailandia...) e quelli legati alle tradizioni (Birmania, Laos...)
Un indovino mi disse è la cronaca di un viaggio di un anno attraverso paesi dell'Asia, compiuto senza mai prendere un aereo, per seguire l'avvertimento datogli da un indovino.

Letto nel giugno 2006 lo ricordo come un ottimo libro dal punto di vista descrittivo, poi però diventa troppo lento e ripetitivo nella sua continua ricerca di ogni sorta di astrologo o indovino a cui Terzani chiede conferme sulla profezia predetta. A mio parere la fine delude.. ammetto però la mia poca conoscenza dell'Asia, sia dal punto di vista storico, politico sia dal punto di vista culturale e probabilmente questo ha influenzato il mio giudizio.

Aggiungo e consiglio alcuni titoli di libri letti nell'estate, li metto in ordine decrescente...

LA SOLITUDINE DEI NUMERI PRIMI        di        Paolo Giordano
LA STRADA                                         di        Cormac McCarthy
SPINGENDO LA NOTTE PIU' IN LA'          di        Mario Calabresi
LA PIOGGIA PRIMA CHE CADA               di         Jonathan Coe
I MIEI MARTEDI' COL PROFESSORE        di         Mitch Alborm
LE CINQUE PERSONE CHE INCONTRI IN CIELO di   Mitch Alborm
COME UN ROMANZO                            di         Daniel Pennac
FIRMINO                                            di         Sam Savage
CHESIL BEACH                                   di         McEwan
DONNA PER CASO                                di         Jonathan Coe

Anche se probabilmente non è il posto esatto, ringrazio Siracide per la dritta e appena possibile cercherò di vedere il film da lui consigliato.

CIAO A TUTTI

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  di elmoro, 15 Settembre 2008, 19:43 permalink
Un indovino cinese predice a Terzani che il 1993 sarà un anno in cui rischierà la vita se utilizzerà l'aereo
Ci vuole un indovino per predire una cosa del genere? Nel 1992 e 1994 invece uno non rischia la vita a prendere l'aereo?
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  di siracide, 16 Settembre 2008, 08:46 permalink

Da cosa deriva questa ironia gratuita e fuori luogo (oltre che fuori tempo)? Dal passaggio dell'uragano? Dal crollo della borsa?

...magari prova a leggere quel libro!

Presidente puniscilo! Prima ti lecca il culo per l'ottima recensione di quell'ottimo libro e poi a distanza di anni denigra quel libro con "nonscialans"...

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  di dalle, 16 Settembre 2008, 10:24 permalink

io quel libro l'ho letto ma con molta fatica

"qualcuno" (SIRACIDE) mi aveva detto che "cominciava lento ma poi accellerava" ... non ha mai messo la seconda !

ricordo con piacere un unico capitolo verso la fine (probabilmente quello che meno aveva a che fare con il resto del libro) che raccontava di buddismo e meditazione

mi è piaciuto tanto invece LA SOLITUDINE DEI NUMERI PRIMI: ero incuriosito dal titolo e dall'autore, che è un ricercatore di fisica all'Università di Torino (o forse era chimica all'Università di Milano ma non importa), convinto che avesse a che fare con la matematica - in realtà con la matematica non c'entrava per niente ma MOLTO BELLO

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  di Naty, 16 Settembre 2008, 14:29 permalink

Non ho letto il libro di Terzani, non mi ispira... Quindi no comment. Però sono d'accordo con Dalle su LA SOLITUDINE DEI NUMERI PRIMI: l'ho letto tutto d'un fiato.

Ciao a tutti

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  di principessa, 03 Ottobre 2008, 22:20 permalink

Colgo l'ironia.....e provo a rispondere.
Premetto che queste domande dovrebbero essere poste all'autore del libro.....,ma come ben sai non avremmo le risposte.

Personalmente credo che la vita la si rischi in ogni istante della giornata.
Nella vita e nella morte governa per me un senso "d'ingiustizia",altrimenti nessun bambino o persona buona morirebbe e in nessuna circostanza.

CIAO...

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