Un indovino mi disse di Tiziano Terzani, è proprio un bel libro. Se vogliamo non c'è una vera storia (non è un romanzo), però c'è il filo conduttore di una profezia quasi casuale fatta allo scrittore protagonista. In sostanza è un diario di viaggio (i continui spostamenti di lavoro e familiari) con la particolarità di non utilizzare in alcun modo alcun velivolo (a causa della profezia). Questa particolarità consente di arricchire il diario di splendide descrizioni di luoghi, altrimenti "sorvolati" in tutti i sensi. Viene voglia di seguire il libro con a fianco un bell'atlante geografico. Non interessa più la storia tanto sono belle le descrizioni di posti e personaggi, anche se rimane fino alla fine la curiosità della ricerca e della verifica delle veridicità degli indovini (il filo conduttore appunto). Verso la fine del libro c'è una veloce accelerata del racconto che delude un po' se la si confronta con la calma descrittività della prima parte... ma anche la fine del libro è piacevole...
Il paradiso degli animali di Carlo Cassola forse mi sarebbe piaciuto 20 anni fa. Adesso invece... pesante e noioso! E' una storia fantastiosa di un mondo in cui gli uomini sono scomparsi (per le loro colpe autolesionistiche) e in cui gli animali guidati dai gatti e dai cani prendono il loro posto. L'idea può sembrare bella come una favola, ma la storia è noiosamente moralistica: c'è una lunghissima descrizione dell'evoluzione degli animali per ripercorrere le tappe degli uomini (leggere, scrivere, vestirsi, abitare, camminare in modo eretto...). La cosa è enormemente forzata e ogni riga diventa una difficile e complessa spiegazione per rendere veritiera questa trasformazione degli animali. Solo verso la fine del libro c'è un capitolo discreto, in cui si descrive un viaggio esplorativo e poi una battaglia. La vicenda qui concentra su di sè l'attenzione facendo dimenticare per un attimo la forzata umanizzazione.
Ripeto, forse letto da ragazzo mi sarebbe piaciuto, ma adesso mi pare proprio una predica moralistica, pesante e noiosa, costruita poi stravolgendo e forzando in modo incredibile ontogenesi e filogenesi dell'evoluzione animale (e anche la mia natura di Biologo si ribella).
Nota: i commenti sono di proprieta' degli autori, che ne sono responsabili.
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UN INDOVINO MI DISSE di TIZIANO TERZANI
Un indovino cinese predice a Terzani che il 1993 sarà un anno in cui rischierà la vita se utilizzerà l'aereo. Decide così di trascorrere l'intero anno senza utilizzare mai aerei ed elicotteri, riscoprendo così i lunghi viaggi in treno e in nave. Il libro è ricco di descrizioni di luoghi e di vita quotidiana. C'è una accurata descrizione anche sul contrasto tra i paesi in preda ad uno sviluppo accelerato (Cina, Thailandia...) e quelli legati alle tradizioni (Birmania, Laos...)
Un indovino mi disse è la cronaca di un viaggio di un anno attraverso paesi dell'Asia, compiuto senza mai prendere un aereo, per seguire l'avvertimento datogli da un indovino.
Letto nel giugno 2006 lo ricordo come un ottimo libro dal punto di vista descrittivo, poi però diventa troppo lento e ripetitivo nella sua continua ricerca di ogni sorta di astrologo o indovino a cui Terzani chiede conferme sulla profezia predetta. A mio parere la fine delude.. ammetto però la mia poca conoscenza dell'Asia, sia dal punto di vista storico, politico sia dal punto di vista culturale e probabilmente questo ha influenzato il mio giudizio.
Aggiungo e consiglio alcuni titoli di libri letti nell'estate, li metto in ordine decrescente...
LA SOLITUDINE DEI NUMERI PRIMI di Paolo Giordano
LA STRADA di Cormac McCarthy
SPINGENDO LA NOTTE PIU' IN LA' di Mario Calabresi
LA PIOGGIA PRIMA CHE CADA di Jonathan Coe
I MIEI MARTEDI' COL PROFESSORE di Mitch Alborm
LE CINQUE PERSONE CHE INCONTRI IN CIELO di Mitch Alborm
COME UN ROMANZO di Daniel Pennac
FIRMINO di Sam Savage
CHESIL BEACH di McEwan
DONNA PER CASO di Jonathan Coe
Anche se probabilmente non è il posto esatto, ringrazio Siracide per la dritta e appena possibile cercherò di vedere il film da lui consigliato.
CIAO A TUTTI
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Un indovino cinese predice a Terzani che il 1993 sarà un anno in cui rischierà la vita se utilizzerà l'aereoCi vuole un indovino per predire una cosa del genere? Nel 1992 e 1994 invece uno non rischia la vita a prendere l'aereo?
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Da cosa deriva questa ironia gratuita e fuori luogo (oltre che fuori tempo)? Dal passaggio dell'uragano? Dal crollo della borsa?
...magari prova a leggere quel libro!
Presidente puniscilo! Prima ti lecca il culo per l'ottima recensione di quell'ottimo libro e poi a distanza di anni denigra quel libro con "nonscialans"...
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io quel libro l'ho letto ma con molta fatica
"qualcuno" (SIRACIDE) mi aveva detto che "cominciava lento ma poi accellerava" ... non ha mai messo la seconda !
ricordo con piacere un unico capitolo verso la fine (probabilmente quello che meno aveva a che fare con il resto del libro) che raccontava di buddismo e meditazione
mi è piaciuto tanto invece LA SOLITUDINE DEI NUMERI PRIMI: ero incuriosito dal titolo e dall'autore, che è un ricercatore di fisica all'Università di Torino (o forse era chimica all'Università di Milano ma non importa), convinto che avesse a che fare con la matematica - in realtà con la matematica non c'entrava per niente ma MOLTO BELLO
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Non ho letto il libro di Terzani, non mi ispira... Quindi no comment. Però sono d'accordo con Dalle su LA SOLITUDINE DEI NUMERI PRIMI: l'ho letto tutto d'un fiato.
Ciao a tutti
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Colgo l'ironia.....e provo a rispondere.
Premetto che queste domande dovrebbero essere poste all'autore del libro.....,ma come ben sai non avremmo le risposte.
Personalmente credo che la vita la si rischi in ogni istante della giornata.
Nella vita e nella morte governa per me un senso "d'ingiustizia",altrimenti nessun bambino o persona buona morirebbe e in nessuna circostanza.
CIAO...
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Grande la sua tristezza per la progressiva scomparsa della millenaria cultura del sudest asiatico...un paese dove alle pagode ed al loro regno di pace e tranquillità si sostituiscono i palazzi, regni del denaro.
Degno di nota il rientro a casa: Bangkok-Firenze, 20.000 chilometri fatti perlopiù in treno, dove ha visto e riportato nel suo libro le storie degli uomini, le loro miserie e speranze.
Un vero cronista, non cercava la sensazione, che peraltro veniva fuori benissimo dalla normalità dei suoi racconti.