Innanzitutto una critica a quei libri che hanno premesse e introduzioni che occupano una parte esagerata del libro (43 pagine di introduzione e 126 di romanzo... fate le proporzioni!?). Se ce le mettono ci sarà un motivo... se le mettono all'inizio anche per questo ci sarà un motivo... per cui io, precisino e pignolo, me le leggo e... spesso immancabilmente mi rompo le balle!!!
Ad ogni modo una delle due premesse è una risposta dello stesso autore ad un giornalista di "Mondo Nuovo" che trovava nel libro allegorie politiche e comuniste in particolare... mah!
Leggendo mi sono tranquillamente dimenticato di questo fatto e solo alla fine me ne son ricordato... quel giornalista aveva proprio fumato una foresta tropicale prima di leggere...!
Bella la storia, curiosa ed avvincente. Dettagliata nella prima parte, rivela dopo un po' un'autrice fittizzia che rinnova continuamente il racconto. Ad un certo punto c'è una accelerazione improvvisa della storia che, sinceramente non mi è piaciuta molto. Con rapide descrizioni, in poche righe, liquidava vicende che lo stile della prima parte mi avrebbe certamente fatto assaporare in modo particolareggiato. Però, seppur costretti a procedere in fretta, si va verso una curiosa meta sconosciuta. Ed eccoci al gran finale, spettacolare se vogliamo, e non del tutto scontato anche se man mano che ci si avvicina si tende ad immaginare il risolversi della matassa.
Questo romanzo ne affianca altri due a formare una trilogia ("Il Visconte Dimezzato" e "Il Barone Rampante")... non li ho ancora letti e non so dirvi se la trilogia sia strettamente legata nelle sue tre parti o meno.
Nota: i commenti sono di proprieta' degli autori, che ne sono responsabili.
Espandi tutti i commenti
|
|
|
|
|