Accusato nei suoi precedenti documentari di essere un po' libertino con i fatti, questa volta si e' dotato di "fact-checker", professionisti comunemente usati dai quotidiani americani per verifidare la veridicita' delle notizie raccolte. Nonostante questo, il taglio di Moore non e' certo quello del giornalista indipendente: il suo obiettivo e' precisamente quello di mettere in luce le contraddizioni e gli errori dell'amministrazione americana, che non sono pochi.
Il film e' pieno di commenti e immagini comiche e tragi-comiche. Mitica la scena in cui Wolfowitz, il sottosegretario alla difesa, uno dei teorici della guerra in Iraq, nel preparsi ad un'intervista televisiva, passa il pettine con la lingua prima di passarlo tra i capelli; non e' di meno il suo assistente che sputa ripetutamente una bella patacca di saliva e gliela passa tra i capelli. Altra scena significativa quella di Bush attonito per 7 minuti alla notizia degli attacchi alle torri gemelle.
Il film non presenta nessuno scoop, nessuna notizia che non fosse piu' o meno risaputa. Per esempio vi sono alcune immagini di abusi commessi dai soldati americani, ma meno gravi di quelle trapelate in primavera. Va detto pero' che il film era pronto piu' o meno a dicembre, e, come ha detto Moore piu' volte, ci si chiede come sia possibile che uno come lui, con un semplice diploma delle superiori, riesca ad ottenere tali informazioni che la stampa ufficiale non trova? Il film in questo senso sembra essere un valido atto di accusa contro una stampa e televisioni troppo assenti e accondiscendenti con il governo USA.
Altre parti sono meno riuscite e un po' di cattivo gusto, per esempio la scena in cui ritrae una immagine idilliaca di un Iraq prima dei bombardamenti (bambini che giocano a calcio, etc...).
In breve, il film e' certamente di parte, ma lo stile leggero ed ironico e' certamente apprezzabile da tutti,(penso).
Farenheit 9''
(che si leggerebbe Fahrenheit 9 pollici - circa 22cm)