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Il Giornale di Vicenza intervista De Cif Notizie di varia natura
di siracide,  7 Marzo 2010 stampa
L’INTERVISTA. Andrea moro, di Vicenza, è negli Usa dal ’93: insegna all’università di Nashville
«I dazi? Sono un errore. È quando si commercia che si evitano le guerre»
di Cinzia Zuccon Morgani (Domenica 07 Marzo 2010 - CRONACA, pagina 21)

Un pool di economisti all’estero fa le pulci al ministro dell’Economia «Inutile salvare settori ormai superati: meglio favorire lavori nuovi»

Che siate o no “tremontiani” una cosa è certa: in “Tremonti, istruzioni per il disuso” la faccenda dell'economia diventa improvvisamente semplice. Succede se non si usano paroloni da “addetti ai lavori”, se si spiegano dati riconducibili ad una fonte precisa, se si riportano esempi chiari, persino divertenti. Al “Silete (tacete) economisti“ pronunciato da Tremonti contro i “maghi” che non prevedono le crisi replicano in cinque in un pamphlet dove gli riconoscono solo una cosa: ha arginato il debito pubblico. Per il resto fanno le pulci ai dati e alle interpretazioni da... “Oscuro Signore” che Tremonti-“Voltremont” riporta nei suoi libri. Alberto Bisin, Michele Boldrin, Sandro Brusco, e Andrea moro lo fanno da oltreoceano: sono “cervelli in fuga”, economisti che lavorano nelle università americane (il quinto autore, Giulio Zanella, insegna invece a Bologna). Già da tempo seguono le vicende di italiane dal loro blog “noisefromamerika.org”. Andrea moro è partito da Vicenza nel 1993. Professore associato di economia alla Vanderbilt University (Nashville, Tennessee), ha lavorato per l’Università del Minnesota e nel gruppo di ricerca della Federal Reserve Bank di New York.


Vi hanno più definito “Arroganti iperliberisti americani” o “i soliti comunisti”?
Di solito i comunisti ci dicono che siamo dell’ultradestra e quelli di destra ci danno dei “comunisti”, dipende da cosa diciamo. Etichette che casomai confermano che non siamo né a destra né a sinistra, semmai “sopra”, dalla parte dell’analisi dei numeri, dei fatti sui quali è appunto basato il nostro libro.

Però dite che Visco e Padoa Schioppa hanno fatto molti più danni di Tremonti. Com’è che a loro non l’avete dedicato un libro?
La verità è che né Visco né Padoa Schioppa hanno lo status di “guru” intellettuale che tutti affibbiano a Tremonti in Italia, dove pochi osano criticarlo. In particolare quasi nessuno ha il coraggio di evidenziare i dati sbagliati o la logica erronea che spesso usa. Ecco perché abbiamo scritto il libro: per smontare una bolla intellettuale.

Argomentate che lo spettro della globalizzazione agitato da Tremonti, e la necessità di dazi, mascherano l’incapacità di far fronte alle trasformazioni dell'economia. Ma quando il costo del lavoro non regge e si trasferiscono le produzioni la globalizzazione è sempre un’opportunità per tutti, come dite voi?
Ricordiamoci che il commercio non genera conflitti, semmai è l’assenza di commercio a provocarli. Come regola generale il commercio genera benessere per tutti i paesi che lo praticano, anche se nel breve periodo produce costi per alcune persone coinvolte nella ristrutturazione. Ma è un processo inarrestabile che un governo democratico non può fermare. Invece di salvare settori ormai superati, suo compito è aiutare la gente a imparare lavori nuovi: il cambiamento comporta nuove esigenze e servizi che la gente vuole acquistare, e i lavoratori possono e devono riqualificarsi anche a 40 o a 50 anni. Questo il compito di un governo serio: facilitare questo processo.

Insistete molto sull’effetto boomerang dei condoni nella politica fiscale. Sullo scudo fiscale in Italia intanto è guerra di cifre. Per Bankitalia sono stati regolarizzati 85 miliardi, ma solo 35 sarebbero effettivamente rientrati. Il Tesoro parla di 93 miliardi e Calderoli accusa Draghi di non tenere conto di 60 miliardi di provenienza elvetica. Ma che vuol dire?
Si gioca sulla parola “effettivo”. La legge chiama “rientro effettivo” anche la regolarizzazione di un investimento estero fatta tramite un intermediario. E questo vale anche per la Svizzera. I fondi “rientrati" formalmente (cioè giuridicamente) rimangono comunque investiti laddove erano investiti prima e non costituiscono assolutamente un aumento di investimenti fatti in Italia. Stranamente, non lo fa presente nessuno: perché dunque non preoccuparsi di attirare capitali stranieri visto che l'Italia è uno dei paesi con i più bassi tassi di investimento diretto estero?

Per alcuni ricavare qualcosa dallo scudo è meglio di niente. Per Tremonti è un’ “extrema ratio” adottata anche altrove. Che hanno fatto di diverso gli Usa?
Lo spiego nel sito noisefromamerika.org: in entrambi i paesi è stata perdonata la responsabilità penale. In Italia Tremonti ha chiesto in deroga alla legge di pagare il 5% del capitale e ha condonato le imposte dovute. Negli Usa hanno chiesto il pagamento della penale minima di legge, il 20%, oltre a tutte le imposte dovute negli ultimi 6 anni più gli interessi. Tremonti poi ha garantito l'anonimato del dichiarante, negli Usa hanno invece chiesto la piena collaborazione con le Finanze per eventuali indagini civili e penali che dovessero scaturire dalle informazioni acquisite.
Alle condizioni americane chissà se in Italia sarebbe rientrato un euro...

Comunque voi economisti stavolta nel libro avvisate: “In Italia scoppierà il bubbone della Cassa Depositi e Prestiti: un mostro giuridico, il braccio armato del Tesoro che si occupa praticamente di tutto”. Che accadrà?
Facilmente tra qualche anno scopriremo prestiti e investimenti di natura politica ed economicamente inconsulti, la mala gestione del risparmio postale, coperture di buchi aziendali su richiesta politica e altro ancora. Lo Stato dovrebbe gestire meno cose possibili per limitare le occasioni per rubare o esercitare il proprio potere, occorrerebbe disegnare istituzioni che impediscano e puniscano questi comportamenti, che impongano ai politici di rendere conto ai cittadini. Senza queste premesse il paese e l'economia non potranno migliorare.

Fosse al posto di Tremonti che misure adotterebbe per rimettere in sesto i conti?
Alzerei di 5 anni progressivamente l'età pensionabile, sostituirei l'Irap - che colpisce chi lavora e produce in modo iniquo - con l'Iva. Rifarei la tassazione sul reddito con due scaglioni: 25 e 35%. Con una fascia esente molto alta, ma togliendo tutte le deduzioni truccate. Rifarei la legislazione sul federalismo fiscale usando i criteri di due miei co-redattori Boldrin e Rustichini ancora nel ’94 e consultabili sul nostro blog. Venderei le reti Rai a tre imprese concorrenti per una vera concorrenza nell'informazione.

Sono cose di cui si parla ma che poi debbono fare i conti con la politica...
Tremonti ha il potere per metterle in pratica: ha il controllo di quattro vecchi ministeri economici e la leadership intellettuale del centrodestra. Purtroppo invece pontifica sul pericolo cinese...

A voi potrebbero dire che pontificate da un paese che ha permesso la finanza spericolata causa della crisi mondiale. E mi pare che Obama abbia vita dura nel limitare le concentrazioni bancarie. Avete in mente anche un libro su Greenspan e la sua politica dei tassi e la cultura del debito...?
Di questi temi parliamo diffusamente nel nostro blog. In America, a differenza dell'Italia, c'è meno paura a fare le pulci al potere. Certo il potere delle grandi realtà economico-finanziarie è enorme e Obama finora è stato paurosamente condiscendente verso i grossi poteri finanziari. Però il fatto che abitiamo negli Usa, nel quale si commettono vari tipi di nefandezze, non ci esime dal dire a Tremonti che sta usando dati sbagliati.

Il direttore della Luiss Pier Luigi Celli ha esortato il figlio ad emigrare per avere qualche possibilità di emergere e si è scatenato un putiferio. A tornare in Italia voi cervelli in fuga ci pensate mai?
Qualcuno ci pensa, sì. Creare blog e scrivere libri non è il nostro mestiere, ma il fatto che spendiamo parte del nostro tempo libero per farlo la dice lunga su quanto abbiamo a cuore il nostro paese. Ma gli incentivi per tornare sono pochi o nulli: in Italia non esiste alcuna valorizzazione del merito e chi fa bene viene spesso emarginato nel mondo accademico e della ricerca. Chi torna lo fa per motivi affettivi. Come dire che finora tutti i governi hanno affidato la valorizzazione del proprio capitale umano... alle mamme e alle morose. Solo che le morose si trovano in giro per il mondo. E le mamme qualcuno si accontenta di vederle a Natale.

13 commenti
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Nota: i commenti sono di proprieta' degli autori, che ne sono responsabili.

  di Massa, 07 Marzo 2010, 23:27 permalink

Non ci credo un articolo di domenica... ci voleva Moro intervistato sul GdV.

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  di siracide, 08 Marzo 2010, 09:46 permalink

Ma il nostro articolo non rende l'idea... l'artcolo del Giornale di vicenza su Moro occupava un intero paginone!!!

De Cif, confessaci una cosa: le formule incasinate che si vedono sullo sfondo di cosa fanno parte? Di massimi sistemi economici? Del Lodo-Moro per la buf-beneficienza? Oppure sono formule inventate messe lì a caso per fare il figo sul giornale?

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  di Naty, 08 Marzo 2010, 09:40 permalink

E bravo Andrea!!!

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  di dalle, 08 Marzo 2010, 10:17 permalink

secondo me manca la domanda più importante ...

Sappiamo lei essere uno dei maggior esperti modiali di pronostici sportivi basati sui "metodi scientifici"; può raccontare degli episodi che possano dimostrarlo ?

chissà cosa sarebbe uscito Cool

 

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  di Massa, 08 Marzo 2010, 12:19 permalink

Cmq foto improponibile... Moro sembra che, da buon veneto, ti sia appena scolato una damigiana di cabernet.

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  di Llerin, 08 Marzo 2010, 17:43 permalink

Quando ho letto il suo articolo mi è venuto spontaneo pensare che è stato all'università con me abitando anche nella stessa casa dello studente, è stato mio testimone di nozze e insieme abbiamo fatto tante cazzate.

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  di D@niele, 08 Marzo 2010, 18:01 permalink

E hai pensato: "dove avrò sbagliato?" Smile

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  di sgorbio, 08 Marzo 2010, 20:03 permalink

e tu sei stato il suo... se non ricordo male...

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  di D@niele, 08 Marzo 2010, 22:17 permalink

io ero il pupillo di Moro e me ne vanto.

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  di Llerin, 09 Marzo 2010, 09:59 permalink

Ha ragione Sonia, io sono stato il suo testimone di nozze. Me lo ero scordato.

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  di Kabubi, 08 Marzo 2010, 22:50 permalink

Vedi che anche i grandi sbagliano in gioventù?

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  di Massa, 08 Marzo 2010, 23:39 permalink

Vero... essere il pupillo di Moro è stato sicuramente un grande sbaglio.

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  di elmoro, 09 Marzo 2010, 14:19 permalink

Ma avete finito di dire menate? Leggetevi il libro, piuttosto. COmunque noto che i giornali italiani hanno il vizio di pensare che in una citta' americana ci debba essere per forza una sola universita'... a Nashville ce ne saranno almeno dieci. Non sono nemmeno sicuro Vanderbilt sia quella piu' grande come numero di studenti.. 

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