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La truffa del vaccino H1N1 Notizie di varia natura
di Kabubi,  9 Gennaio 2010 stampa
Volevo segnalarvi questo articolo della giornalista Monica Raucci.....

Topo Gigio è depresso. Ce l’aveva messa tutta, lui, a convincere gli italiani che dovevano vaccinarsi. Ma quelli niente. E così, dei 24 milioni di vaccini acquistati dall’Italia, finora ne sono stati utilizzati solo 840.000. Gli altri ventitré milioni si stanno accumulando nei centri di stoccaggio.

Una spesa di 184 milioni di euro andata, almeno per ora, in fumo. Anzi, nelle tasche della Novartis, la multinazionale che ha prodotto il farmaco. E con cui il governo ha un rapporto stretto, che risale sin dal 2004. È l’anno dell’aviaria, un’ influenza che non colpisce l’Italia, ma che mette in agitazione il secondo governo Berlusconi: preoccupato per una pandemia che fino ad allora non c’è mai stata e forse non ci sarà mai, decide che bisogna prendere precauzioni. E di stipulare dei contratti che riconoscano allo Stato italiano un diritto di prelazione sulla produzione futura di vaccini.

Un paradosso: io governo ti pago ora affinché in caso di emergenza tu faccia il tuo interesse, ossia vendere a me i farmaci.Neanche due mesi dopo, il ministero chiama a raccolta attorno a un tavolo cinque aziende, che mettono sul piatto le loro proposte di contratto. Il ministero ne sceglie tre: tra queste quella della Chiron, una azienda senese specializzata in vaccini che pochi mesi dopo verrà acquisita dalla Novartis.

A quella seduta partecipa anche Reinhard Gluck. Allora è il presidente di Etna Biotech, una società siciliana. Anche lui fa la sua proposta. "Quando entrai nella stanza capii subito come sarebbero andate le cose – racconta – e che il mio progetto non sarebbe mai passato. Era evidente che tra i rappresentanti del governo e i senesi ci fosse un rapporto consolidato. Ero terribilmente dispiaciuto".

Anche perché la posta in gioco è alta: sulla base di quei contratti verranno stipulati i successivi in caso di pandemia. Una bella torta per le aziende del farmaco. I tre contratti costano in tutto al governo 6 milioni e mezzo di euro. Oltre a sancire un diritto su un bene futuro di cui il governo potrebbe non godere mai, vengono stipulati in modo carbonaro senza alcuna gara di appalto.

L’accordo più oneroso è quello con la Chiron-Novartis: da solo costa 3 milioni di euro ed è alla base del contratto di fornitura per il vaccino H1N1, stipulato il 21 agosto 2009 tra il governo e la Novartis.
L’accordo del 2005 garantiva al ministero la fornitura in caso di pandemia di 15 milioni di dosi di vaccino entro tre mesi dalla consegna del seme da parte dell’Organizzazione mondiale della sanità.
Ma nel contratto di quest’anno, che di pubblico ha solo il nome, quella clausola fondamentale scompare. Viene sostituita da tre date di consegna (con le relative forniture) che però nel testo sono oscurate. “Motivi di riservatezza”, commenta il ministero.

L’unica cosa certa è che al momento del solo picco pandemico, a inizi novembre, la richiesta di vaccino è più alta dell’offerta. Il contratto, come segnala subito la Corte dei Conti, è totalmente sbilanciato a favore della multinazionale: in caso di mancata consegna nei tempi prestabiliti, per esempio, non sono previste multe o penalità per la Novartis.
Altro punto critico: se l’azienda non avesse ottenuto l’autorizzazione all’immissione in commercio del farmaco, il governo avrebbe dovuto comunque corrisponderle 24 milioni di euro. Una specie di premio per la partecipazione. La Novartis poi è manlevata legalmente, tranne che per difetti di fabbricazione del prodotto.

Il costo del vaccino è piuttosto alto: sette euro e novanta a dose, quando quello di un normale antinfluenzale, che ha le stesse spese di produzione, viene pagato dalle Regioni circa quattro euro. Quattro euro di differenza che non si spiegano solo con i costi di ricerca.
Contratti simili sono stati stipulati in realtà dalla maggior parte dei governi europei, che nella corsa all’accaparramento del vaccino hanno accettato condizioni vessatorie. Eppure si sapeva fin da subito che il virus non era così pericoloso.

A inizio 2009 i membri dell’unità di crisi dell’Oms (alcuni ora sotto inchiesta per presunti conflitti di interesse con le case farmaceutiche) avevano eliminato dalla definizione di pandemia il criterio dell’"alto numero di morti".
E in un batter d’occhio quello che fino ad allora era un normale virus influenzale a bassa mortalità diventò il virus-killer. Con la conseguenza che centinaia di milioni di vaccini ora giacciono nelle celle frigorifere di mezza Europa.

Al di là di quello che dice il neo ministro della Salute Ferruccio Fazio, difficilmente il farmaco, che ha durata di un anno, potrà essere riutilizzato il prossimo inverno, a meno che, evento improbabile, il ceppo non rimanga esattamente lo stesso. Intanto in Italia le Asl cominciano ad avere problemi di stoccaggio. E ancora deve arrivare l’ultima fornitura, prevista per il 31 marzo, quando probabilmente la suina sarà solo una barzelletta.

L’unico a ridere per ora è Ewa Kopzac, Ministro della Sanità polacco, che di vaccino non ne ha comprato neanche uno. In tempi di isteria pandemica disse: "Il nostro Stato è molto saggio, i polacchi sanno distinguere la verità dalla truffa".

Da Il Fatto Quotidiano del 5 gennaio

4 commenti
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  di Roda, 09 Gennaio 2010, 09:46 permalink

Beh, che l'influenza A fosse una bufala, o, meglio, fosse una bufala il fatto che ce l'avessero spacciata come il nuovo colera l'avevo immaginato subito. Come era evidente il motivo, ossia le pressioni delle lobby delle case farmaceutiche che, a quanto pare, sono riuscite a fare affari anche in Francia e Germania, se è vero che anche in quei Paesi hanno un sacco di vaccini invenduti. In Italia, però, abbiamo fatto le cose in grande, come sempre quando c'è qualche mazzetta da distribuire.

Strano che nei telegiornali non ne parlino, d'altra parte sono molto più importanti le notizie sul freddo "ben sopra la media", sui modi per smaltire i chili accumulati durante le feste, ecc.ecc.

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  di Massa, 09 Gennaio 2010, 23:17 permalink

Da non dimenticare anche che il 2009 è stato l'anno più caldo degli ultimi cento.

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  di siracide, 11 Gennaio 2010, 10:45 permalink
Prendo atto e la notizia non mi stupisce affatto.
Io stesso nei miei articoli avevo cercato di ridimensionare la faccenda e, credo, questa "scoperta" non va ad intaccare la validità di quanto scrivevo, avendo io parlato soprattutto degli aspetti scientifici del caso, sfiorando appena quelli economici/politici/commerciali.

A scanso di equivoci, non ho preso mazzette per sostenere o sconsigliere l'uso dei vaccini. Tongue out
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  di berna, 11 Gennaio 2010, 11:07 permalink

A fine novembre mi chiama il consulente BNL informandomi di un prodotto bancario assolutamente da non perdere: investimento "garantinto", cedola semestrale, "sicuro guadagno". Ebbene il prodotto lavora sulle azione di 3 case farmaceutiche Bayer, Roche e... udite udite Novartis! informandomi meglio scopro che il prodotto è un fondo azionario che va a capitalizzare queste 3 case farmaceutiche e che gli interessi sono riconosciuti se il valore azionario delle 3 case va ad aumentare. Il bello è che se si analizza il grafico dell'andamento delle azioni si scopre che al 30/11 era ad un picco mai visto... (forse destinato a scendere?? e quindi a non riconoscere cedole??) Mi sa che anche questo sia un inciucio collegato con la questione vaccini (stato - casa farmaceutica) 

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