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Premier abbattuto? Chiudiamo i siti internet! Notizie di varia natura
di D@niele, 17 Dicembre 2009 stampa
Vi copio-incollo qui un articolo interessante sulla balzana idea di censurare internet per evitare episodi violenti, come quello che è capitato a Berlusconi.

E' tutta colpa di Internet. E' sempre colpa di Internet. Ogni volta che avviene qualche evento violento clamoroso, tutti corrono a dare la colpa alla Rete e invocano il bisogno di censure, controlli, classificazioni, schedature e filtraggi. Dopo l'aggressione a Berlusconi è tutto un fiorire di proposte di imbrigliare Internet e di leggi ad hoc per punire l'istigazione a delinquere commessa online e per l'apologia di reato in Rete. In Italia si parla di chiudere i siti Internet istigatori di violenza e di istituire filtri per la navigazione.

Come no: nascondiamo il problema, e il problema d'incanto sparirà. Mai mostrare foto di Carnera a terra, eccetera, eccetera. Tanto varrebbe proporre di ridurre le aggressioni violente vietando la vendita di modellini kitsch del Duomo di Milano, cosa che un pregio perlomeno l'avrebbe: quello di eliminare la piaga sociale dei souvenir di cattivo gusto.

Semmai sarebbe ora di guardare i fallimenti dei tentativi di censura e di controllo persino nei regimi più totalitari prima di imbarcarsi nel reinventare la ruota. Se neppure Cina, Egitto e Iran riescono a mettere in piedi barriere efficaci, farlo in un paese europeo non ha alcuna speranza di successo e avrebbe dei costi sociali enormi.

E sarebbe ora di guardare in faccia la realtà. E' facile puntare il dito contro Internet, come se giornali e TV fossero luoghi nei quali la discussione è invece gestita in punta di forchetta, con una pausa per sorseggiare il tè prima di rispondere garbatamente alla dotta considerazione di un illuminato interlocutore dalle parole squisitamente misurate. Prima di chiedere pulizia in casa d'altri, sarebbe magari opportuno annusare l'aria in casa propria e chiedersi se per caso aver installato uno spandiletame in soggiorno possa aver lasciato qualche schizzo anche sul tappeto buono.

Trovo invece esemplare la lezione di vita impartita agli utenti di Facebook dal voltafaccia operato da alcuni gruppi del social network. Prima hanno raccolto centinaia di migliaia di adesioni spacciandosi per gruppi pro-terremotati, pro-gattini abbandonati e pro-rivogliamo-le-mezze-stagioni, poi hanno cambiato nome (un concetto tecnico che alcuni giornalisti non hanno capito, immaginandosi improvvise solidarietà organizzate magicamente online), schierandosi con Berlusconi o con il suo aggressore. Così chi sperava di salvare il mondo con una cliccata in Facebook s'è trovato improvvisamente sostenitore dell'agiografia più sfrenata o dell'istigazione al getto balistico di cattedrali.

Ancora una volta la Clausola del Gatto Sitwoy** ha colpito con precisione darwinianamente chirurgica: davvero a nessuno era venuto in mente che dare la propria adesione pubblica, con tanto di proprio nome e cognome, a un'iniziativa priva di qualunque efficacia pratica, lanciata da un promotore anonimo, in un social network che cambia le proprie regole con la stessa facilità con cui si cambiano i calzini (rinominare un gruppo di Facebook prima non era ammesso, a quanto mi risulta), potesse prestarsi a qualche tiro mancino o strumentalizzazione?

Se è così, non ci resta che piangere.

 

** (Se usi come supporto vitale della tua attività un servizio:
– che non hai la più pallida idea di come funziona,
– che non sai dov'è localizzato geograficamente,
– di cui non sai come contattare i responsabili, perché parlano una lingua a te sconosciuta,
– che non hai pagato perché gratuito e supportato dalla pubblicità,
– che non fornisce alcuna garanzia formale di qualità del servizio;

il giorno che non funziona, non rompere l'anima a chi non c'entra nulla e ha di meglio da fare: sono ... Cat Sitwoy.)

- Articolo di Paolo Attivissimo tratto dal blog.

5 commenti
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  di D@niele, 17 Dicembre 2009, 11:30 permalink

Trovo invece esemplare la lezione di vita impartita agli utenti di Facebook dal voltafaccia operato da alcuni gruppi del social network. Prima hanno raccolto centinaia di migliaia di adesioni spacciandosi per gruppi pro-terremotati, pro-gattini abbandonati e pro-rivogliamo-le-mezze-stagioni, poi hanno cambiato nome (un concetto tecnico che alcuni giornalisti non hanno capito, immaginandosi improvvise solidarietà organizzate magicamente online), schierandosi con Berlusconi o con il suo aggressore. Così chi sperava di salvare il mondo con una cliccata in Facebook s'è trovato improvvisamente sostenitore dell'agiografia più sfrenata o dell'istigazione al getto balistico di cattedrali.

Spiego questo passaggio: mi pare di capire che i fantomatici gruppi che su facebook hanno raggiunto cifre di iscritti altissime in poco tempo, in realtà non siano altro che altre iniziative passate che gli autori non hanno fatto altro che rinominare con buona pace di chi si era iscritto ad una causa, trovandosi ora automaticamente nel novero di chi è pro o contro l'attentatore o l'attentato.

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  di elmoro, 20 Dicembre 2009, 08:12 permalink

Fenomeno interessante direi. A questo punto, mi pare che l'aderire a qualsiasi iniziativa su fb abbia valore zero (non che ne avesse molto prima), il che significa che si può anche aderire a qualsiasi gruppo, tanto non fa nessuna differenza (non che ne facesse molta prima). 

Seriamente, che si dia tanta imporanza a fb, twitter e le altre cose simili fa sorridere. Purtroppo però c'è chi usa questi fenomeni come scusa per proporre limitazioni della libertà di parola e di stampa, cose da far raccapricciare se si pensa che sono proposte da gente che dovrebbero pensare a come promuoverle e tutelarle. 

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  di sgorbio, 24 Dicembre 2009, 10:16 permalink

... da gente che dovrebbero???

...da gente che dovrebbe... Morooooooooooo

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  di Massa, 24 Dicembre 2009, 18:49 permalink

Moro dice "dovrebbero"... va ben così.

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  di sgorbio, 17 Dicembre 2009, 12:01 permalink

e appunto per questo ho sempre rifiutato qualsiasi iscrizione a qualsiasi gruppo in facebook e ho anche eliminato quegli amici che inviano 200 link di 3000 gruppi al giorno

 

 

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