Sgombero subito il campo da possibili fraintendimenti : la minchiata non è il Crocefisso, ci mancherebbe altro, ma la discussione che s'è creata. La notizia la sapete tutti, per cui non la riporto. Un tribunale serio, nel dispositivo della sentenza, avrebbe dovuto rispondere " Ma cosa cazzo venite a rompere i coglioni per 'ste troiate ? Andate a fare nel culo voi e tutti quelli come voi che non hanno una sega da fare". Purtroppo, invece, hanno risposto in un altro modo ed hanno scatenato un putiferio. Ripeto, se c'è da distogliere l'opinione pubblica dai problemi veri, queste sentenze capitano a fagiolo.
Ora, personalmente, il fatto che il Crocefisso ci sia o meno non me ne importa nulla : se c'è, non vado certo in tribunale a farlo togliere; se non c'è, non mi dispero di certo. Quello che mi urta è la ipocrita discussione che s'è aperta. Tralascio il fatto che alcuni tra i più accaniti sostenitori del Crocefisso nei luoghi pubblici sono qui in Veneto, terra che, assieme a Friuli e Toscana accoglie molti dei più feroci bestemmiatori italiani, bestemmiatori che farebbero crollare, oltre al Crocefisso, anche i muri sui quali è appeso. Tralascio anche il fatto che molti di questi difensori sono di certo tra quelli che ammazzerebbero zingari, neri e terroni, andando leggermente contro le cose che il Soggetto appeso al Crocefisso teorizzava.
Ma, a parte questo, quello che mi rompe veramente è questo : si dice che il Crocefisso è parte della nostra cultura ed identità, in quanto l'Europa ha radici cristiane. Ora, a parte che, secondo me, se andate a dire una cosa del genere ad un inglese, ad un tedesco per non parlare di un olandese o uno scandinavo, vi ridono dietro per 6 mesi, non capisco perché, se bisogna tutelare le varie culture, ci si scagli con tanto accanimento contro il burqa, ad esempio : non è anche quello un simbolo culturale ? (Chi mi conosce sa bene che io sono contro il burqa).
Il fatto è che, secondo me, il Crocefisso è nient'altro che un simbolo religioso; come tale, se uno vuole vedere il suo bel Crocefisso, ha una cosa molto semplice da fare : una volta finito di lavorare/studiare/cazzeggiare, uscire di casa, entrare in una delle innumerevoli chiese sparse nel territorio e mettersi in contemplazione davanti all'altare. Non vedo dove sia il problema.
Ciò detto, ribadisco che, fossero questi i problemi veri, vorrebbe dire che il mondo è perfetto, in quanto non ci sarebbero più guerre, fame, povertà, ecc.
Nota: i commenti sono di proprieta' degli autori, che ne sono responsabili.
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Ti avviso che la famiglia che ha fatto ricorso è italiana in tutto e per tutto.
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per la cronaca lòa tipa è cittadina italiana ma di origine finlandese (si chiama Soile Lautsi)
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Vabbè, il marito però è italiano. E cmq lei è finnica, non una talebana (era qui, credo, dove voleva andare a parare Scara).
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Ti avviso che la famiglia che ha fatto ricorso è italiana in tutto e per tutto.
E qualcuno ha chiesto a questa famiglia, quali sono i motivi per cui hanno fatto ricorso?
Perché sai quando in Italia i comunisti erano molto comunisti e molto atei, mi pare che non sia mai stata chiesta una cosa del genere. Forse erano semplicemente altri tempi. Ma mi fa specie che tutti questi "problemi" siano venuti alla ribalta da quando alcuni studenti di altre confessioni sono arrivati nelle nostre scuole.
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Non credo che il punto sia lì. Io ho già specificato quale sarebbe stata la risposta da dare; se loro hanno fatto questa richiesta, significa che :
a) potevano farla
b) non avevano un cazzo da fare.
Assodato questo, sono le motivazioni del "Crocefisso deve restare" che mi fanno ridere/rabbia
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Assodato questo, sono le motivazioni del "Crocefisso deve restare" che mi fanno ridere/rabbia
Per me il crocefisso deve restare lì, perché dato che un giorno gli italiani hanno deciso di metterlo, credo che debbano essere gli italiani a decidere se toglierlo. E questo al di là se lo stato è laico o no, o se da fastidio agli arabi o ai finlandesi o ai visigoti.
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Scusa, non ci siamo : sono degli italiani che hanno chiesto di toglierlo. Punto primo.
Punto secondo : chi ha deciso di metterlo li ? Gli italiani ? Sicuro ? Chi ? Io, no di certo, per cui, col tuo ragionamento, io non ho deciso e quindi io non lo voglio.
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Scusa, non ci siamo : sono degli italiani che hanno chiesto di toglierlo. Punto primo.
Punto secondo : chi ha deciso di metterlo li ? Gli italiani ? Sicuro ? Chi ? Io, no di certo, per cui, col tuo ragionamento, io non ho deciso e quindi io non lo voglio.
Punto primo da quando una famiglia decide per tutti?
Punto secondo: Io non so "chi" ha deciso di metterlo lì, però mi sa che sta lì da ben prima che io e te avessimo il potere di decidere se lo volessimo o no. Dopodichè se effettivamente il fatto che resti lì dovesse essere un problema, per te, come per la maggior parte degli italiani, si faccia un referendum e se vincono i no, lo si tolga.
Punto terzo: mi pare che tu, a torto, identifichi il crocefisso non con la religione cristiana ma con il "potere" del Papa e della Chiesa di cui tu sei accanito oppositore. O sbaglio?
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Punto primo : non ha deciso "una famiglia". Una famiglia ha fatto ricorso, e hanno dato loro ragione. E' molto diverso.
Punto secondo : non capisco perchè bisognerebbe fare un referendum. Di norma, questi servono ad abrogare delle leggi; non mi risulta che l'obbligo del crocefisso sia scritto in qualche codice.
Punto terzo : io identifico il crocefisso per quello che è, ossia un simbolo religioso. Ho premesso che io non mi sognerei mai di chiedere di toglierlo per il semplice motivo che non mi da assolutamente fastidio (ben diverso sarebbe vedere in ogni ufficio la faccia di Ratzinger, o di Bagnasco). Ciò detto e ripetuto, se uno vuol contemplare un simbolo religioso, può benissimo falo o a casa sua o in una delle nostre innumerevoli chiese dove, per inciso, credo che molti di quelli che difendono l'esposizione del Cristo in Croce entrino molto poco o, se ci entrano, non ascoltano per nulla.
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pienamente d'accordo!
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Allora se hanno dato loro ragione, e tanto basta, viene tolto senza tante teghe. A me da un po' fastidio il modo, ma a te evidentemente no.
Per quanto riguarda l'esposizione, direi che a questo punto, da qui a togliere tutti gli altri simboli religiosi pubblici che esistono in giro il passo è breve. Cominciamo a togliere i capitelli di vari cristi, santi e madonne dalle strade, per esempio. Se vale per il crocefisso deve valere per tutto. O no?
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A me dà fastidio il fatto che uno perda tempo a ricorrere x ste cose ma, soprattutto, l'ipocrisia di chi difende il crocefisso con chiare strumentalizzazioni politiche.
L'esempio dei capitelli non regge : se io non voglio andare/mandare mio figlio a pregare davanti ad un capitello, posso tranquillamente farne a meno.
Se io voglio andare/mandare mio figlio a scuola pubblica o in ospedale pubblico, mi cucco via il crocefisso.
Che, ripeto per la millesima volta, a me non dà nessuna noia. Mi fa ridere, però, che lo definiscano "simbolo della nostra cultura", "segno delle nostre radici" e poi, per ribadire con forza il concetto, aggiungano "Dio c...". E' un simbolo religioso e, a mio avviso, nei luoghi pubblici i simboli religiosi sarebbe meglio non ci fossero. Tutto qua.
Poi, se ci sono, amen. Spero di essere stato chiaro stavolta, anche se credevo di esserlo stato pure prima.
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L'esempio dei capitelli non regge : se io non voglio andare/mandare mio figlio a pregare davanti ad un capitello, posso tranquillamente farne a meno.
Se io voglio andare/mandare mio figlio a scuola pubblica o in ospedale pubblico, mi cucco via il crocefisso.
L'esempio dei capitelli era quello di altri simboli religiosi in luogo pubblico.
Poi sai..."mi cucco via"...manco fosse la tortura della goccia d'acqua sulla fronte..., vorrei sapere quanto questo era un problema per te quando a scuola ci andavi tu. A costo di essere monotono, ripeto che mi pare che questa crocefissofobia sia una "moda" degli ultimi anni. Un motivo ci sarà...
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A costo di essere monotono, ti ripeto che per me non è mai stato un problema, nè mai lo sarà. Mi hai sentito dire o hai letto che ho detto, come Moro, che a me un po' di fastidio lo dà ? No, per il semplice motivo che non l'ho detto nè scritto.
Mi par di parlare con Capezzone ....
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Beh, io venivo dietro al tuo discorso a dire la verità. Neanche per me è un problema, quindi siamo contenti tutti e due a quanto pare.
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non mi risulta che l'obbligo del crocefisso sia scritto in qualche codice.
in realtà sì: in qualche regio decreto degli anni venti, a quanto pare mai abrogato. per cui - giuridicamente - la questione (credo) si risolve o dichiarando la incostituzionalità di tali norme o facendo altre leggi di segno opposto (il parlamento, dunque gli italiani attraverso i loro deputati). credo che il regio decreto inserisca l'obbligo di esporre il crocifisso tra gli obblighi delle scuole di avere vari oggetti, come gessetti e lavagne... a monte, c'è comunque l'art. 1 dello statuto albertino (formalmente in vigore negli anni '20) che dichiara la religione cattolica sola religione di stato, pur prevedendo poi la tolleranza per gli altri culti...
vi posto qui la sentenza del consiglio di stato del 1988 in cui si ribadiscono le motivazioni giuridiche per il mantenimento del crocifisso (su pronunce successive non ho materiali o riferimenti):
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PARERE DEL CONSIGLIO DI STATO SUL CROCIFISSO
Adunanza della Sezione seconda 27 aprile 1988, n. Sezione 63/88
Vista la relazione in data 20 gennaio 1988, prot. n. 253, con la quale il Ministero della P.I. — Direzione Generale Istruzione Tecnica — previa autorizzazione del Ministro, ha chiesto il parere del Consiglio di Stato in ordine al quesito indicato in oggetto;
Esaminati gli atti ed udito il relatore;
Premesso che con il quesito di cui trattasi, l’Amministrazione, posto in evidenza il nuovo quadro normativo in base al quale viene impartito l’insegnamento della religione cattolica nelle scuole pubbliche, chiede di conoscere se le disposizioni di cui all’art. 118 del regio decreto 30 aprile 1924, n. 965 e quelle di cui all’allegato C del regio decreto 26 aprile 1928, n. 1297, concernenti la esposizione dell’immagine del Crocifisso nelle scuole, possano considerarsi tuttora vigenti oppure debbano ritenersi implicitamente abrogate, perché in contrasto con il nuovo assetto normativo della materia.
Considerato: in fatto ed in diritto quanto rappresentato dall’Amministrazione.
La Sezione ritiene, anzitutto, di dover evidenziare che il Crocifisso o, più comunemente, la Croce, a parte il significato per credenti, rappresenta il simbolo della civiltà e della cultura cristiana, nella sua radice storica, come valore universale, indipendente da specifica confessione religiosa.
In disparte da ciò, sembra alla Sezione che ai fini di un più razionale esame del quesito, sia opportuno tenere distinta la normativa riguardante l’affissione dell’immagine del Crocifisso nelle scuole da quella relativa all’insegnamento della religione cattolica.
L’indagine deve mirare a stabilire, in buona sostanza, se, a parte l’indubbio significato storico-culturale cui si é prima accennato, le disposizioni citate in premessa, le quali consentono l’esposizione dell’immagine del Crocifisso nelle scuole, siano tuttora vigenti oppure siano da ritenere implicitamente abrogate, perché in contrasto con il nuovo assetto normativo in materia, derivante dall’Accordo, con protocollo addizionale, intervenuto tra la Repubblica Italiana e la Santa Sede, con il quale sono state apportate modificazioni al Concordato Lateranense dell’11 febbraio 1929.
A tale riguardo, devesi rilevare che le due norme citate, di natura regolamentare, sono preesistenti ai Patti Lateranensi e non si sono mai poste in contrasto con questi ultimi.
Nulla, infatti, viene stabilito nei Patti Lateranensi relativamente all’esposizione del Crocifisso nelle scuole o, più in generale negli uffici pubblici, nelle aule dei tribunali e negli altri luoghi nei quali il Crocifisso o la Croce si trovano ad essere esposti.
Conseguentemente, le modificazioni apportate al Concordato Lateranense, con l’accordo, ratificato e reso esecutivo con la legge 25 marzo 1985, n. 121, non contemplando esse stesse in alcun modo la materia de qua, così come nel Concordato originario, non possono influenzare, né condizionare la vigenza delle norme regolamentare di cui trattasi.
Non si è quindi, tuttora, verificata nei confronti delle medesime, alcuna delle condizioni previste dall’art. 15 delle disposizioni sulla legge in generale. In particolare, non appare ravvisabile un rapporto di incompatibilità con norme sopravvenute né può configurarsi una nuova disciplina dell’intera materia, già regolata dalle norme anteriori.
Occorre, poi, anche considerare che la Costituzione Repubblicana, pur assicurando pari libertà a tutte le confessioni religiose, non prescrive alcun divieto alla esposizione nei pubblici uffici di un simbolo che, come quello del Crocifisso, per i principi che evoca e dei quali si è già detto, fa parte del patrimonio storico.
Né pare, d’altra parte, che la presenza dell’immagine del Crocifisso nelle aule scolastiche possa costituire motivo di costrizione della libertà individuale a manifestare le proprie convinzioni in materia religiosa.
Conclusivamente, quindi, poiché le disposizioni di cui. all’art. 118 del regio decreto 30 aprile 1924, n. 965 e quelle di cui all’allegato C del regio decreto 26 aprile 1928, n. 1297, concernenti l’esposizione del Crocifisso nelle scuole, non attengono all’insegnamento della religione cattolica, né costituiscono attuazione degli impegni assunti dallo Stato in sede concordataria, deve ritenersi che esse siano tuttora legittimamente operanti.
P.Q.M.
Nelle suesposte considerazioni è il parere della Sezione,
Per estratto dal verbale
Il Segretario della sezione
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se invece siamo noi ad andare la....
comunque hanno riparlato del caso di via Poma, della veggente del lago di Como, hanno discusso sul taglio dell code dei cani, tra un po' tornerà fuori il caso Cogne..... si si spostiamo l'attenzione!
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Allora, sgomberiamo il campo da equivoci : non credo che se vai in Finlandia col crocefisso al collo ti taglino la testa
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scusa scusa Roda... ero rimasta alla replica sulle altre confessioni di tipo talebano alle quali si riferiva Daniele.
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Concordo con Roda
e con Daniele
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fare un sondaggio?
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Premetto che a me il crocefisso nelle aule e negli ospedali da un po' fastidio, ma sarei anch'io della tendenza di dire che decisioni sulla decorazione delle aule spettino alle scuole e ai genitori. Alla corte preme il rispetto delle minoranze cosa cui tengo anch'io. Mi chiedo però fino a che punto questa legittima preoccupazione vada rispettata: se c'è una minoranza che vuole che l'aula venga dipinta di blu, cosa fare? Insomma secondo me finché c'è libertà e possibilità di scelta (la minoranza che vuole la scuola blu, va nella scuola blu) la cosa non è un problema (se mancano le scuole blu la minoranza blu può anche cambiare città o paese).
Detto questo, anch'io spero che i tribunali si occupino presto di cose più serie, come l'insegnamento della religione.
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Mi fa specie dirlo, ma sono d'accordo con Roda. Credo che l'errore di fondo stia nel continuare a ribadire che l'Italia è uno stato laico. Non lo è, non lo è mai stato e temo che mai lo sarà. Pensiamo solo a quanto la Chiesa influisce e mette costantemente il becco ogni qualvolta si tenti di proporre una legge con un'implicazione morale (vedi eutanasia). Partendo da questo presupposto, il crocefisso ci sta tutto e non mi stupisce il fatto che in tempi lontani si sia deciso di metterlo in ogni dove. Io lavoro in un luogo dove c'è; me lo sono trovato lì e lo sposto un paio di volte l'anno in occasione delle grandi pulizie per poi rimetterlo al suo posto. Non posso dire che mi dia fastidio, ma non ne capisco il senso. Credo che il sentimento religioso sia una cosa del tutto personale, che va coltivato in casa propria o nei luoghi di aggregazione adatti, quale la chiesa. Che significato ha, ad esempio, il crocefisso in un tribunale sopra la scritta "La legge è uguale per tutti"? NESSUNO! Non penso che un buon cattolico abbia bisogno di vedere il crocefisso ovunque per sentirsi più vicino a Dio.
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presento alcune considerazioni sul tema che ho proposto ai miei studenti qualche anno fa, quando insegnavo IRC a scuola superiore. preciso che la mia personale preoccupazione era rivolta soprattutto al secondo gruppo di questioni (quindi concordo sostanzialmente con la preoccupazione di fondo di Roda). sulla questione giuridica, rimando ad altro post.
zanna
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Il crocifisso come simbolo della cultura e civiltà italiana nella sua radice storica
Ai sostenitori più estremi delle tesi contrapposte – chi lo vorrebbe eliminare e chi lo vorrebbe imporre – si possono porre due interrogativi provocatori:
Chi non vuole la Croce e vuole toglierla come segno dai luoghi in cui essa è stata presente, che cosa intende mettere al suo posto? Intende forse porre il “nulla”, il “nessun valore che richiami alla trascendenza e al rapporto dell’uomo con una realtà che lo supera”, che – come tale – può essere una versione idolatrica del laicismo (= negazione teorica e pratica di qualsiasi apertura umana alla dimensione soprannaturale, divina, e sistematica rimozione di qualunque riferimento religioso, spirituale, trascendente)?
La visione biblica mette sempre in guardia: chi nega Dio, non è semplicemente “a-teo”, ma idolatra: tende sempre a porre al posto di Dio un idolo (non necessariamente la statua di divinità “pagane”, ma anche il potere, il denaro… e al limite se stesso). E la storia, non solo quella attestata anche dalla Scrittura (cfr. per es. la polemica dell’Apocalisse contro l’imperialismo romano idolatra del potere) mostra come anche lo Stato possa divenire un “idolo”.
La rettitudine intellettuale dovrebbe portare a riconoscere con obiettività le radici storiche di una cultura e il contributo che tali radici hanno dato ai valori portanti di quella cultura.
Chi vuole la Croce e non intende toglierla perché simbolo di una cultura condivisa, è davvero disposto a “prendere su di sé” i valori che la Croce testimonia? Lo fa davvero per onestà intellettuale che riconosce il cristianesimo come linfa vitale della cultura in cui vive? O intende “usare” la Croce come una clava contro “altri” (culture, identità, religioni), come una ideologia contro altre ideologie, per attaccare chi si richiama ad altre radici?
Parafrasando il Vangelo, si potrebbe dire: “chi è disposto ad essere appeso sulla croce, appenda per primo la croce”, ma l’“essere appesi” significa percorrere fino in fondo la via indicata e testimoniata da Gesù, la testimonianza resa alla verità tramite la più completa e radicale rinuncia alla potenza, alla violenza, all’imposizione, alla costrizione. E’ questo il valore testimoniato da chi “pretende” di appendere le croci come un segnale di “vietato entrare” ad altri uomini?
La rettitudine intellettuale dovrebbe portare a riconoscere che la Croce attualmente è un simbolo prima di tutto religioso e a chiedersi se e in che misura oggi possa essere poi anche un simbolo culturalmente condiviso.
Evitate le posizioni estreme, nel mezzo restano molti temi per una discussione seria, che tuttavia non risolve la questione “giuridica” della presenza della Croce nei luoghi pubblici, ma va più in profondità e spinge a un confronto più cosciente con ciò che la Croce evoca. Ne indichiamo alcuni:
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Secondo me, non è facile parlare di un argomento tanto delicato come la religione. Ed è ancora meno facile parlarne quando la religione si mischia alla politica. A me personalmente dispiace che il crocefisso scompaia per sempre dai luoghi pubblici e da tutte le classi . Mi sembra una perdita.
Molti dicono che va tolto. Altri dicono che è una cosa di poca importanza, qualcuno non si vuol sottomettere al “diverso” e ha paura di venir meno alle proprie radici culturali (anche se mi chiedo spesso quanto queste siano solide ).
Probabilmente ci sono molte verità ( Roda stesso ne ha dette molte ) ma per me il crocefisso oltre a essere un simbolo religioso e rappresentare la cultura , è nel come lo si guarda.
Puoi essere ateo o credente, cattolico “falso” o “vero”,credere a volte si a volte no ,comunque il crocefisso è segno del dolore umano. Penso perciò sia un bene che i ragazzi e i bambini,lo sappiano fin dai banchi di scuola.
A tutti noi, cattolici e laici è accaduto o accade di portare sulle spalle il peso di una grande sventura,versando lacrime…..cercando di non cadere.Questo ci dice il crocefisso e nel guardarlo evoca queste parole : “ ama il tuo prossimo come te stesso “,che sono TUTTO .
E’ tolleranza per me consentire a ognuno di elaborare intorno a un crocefisso i più incerti e contrastanti pensieri.
UN SALUTO
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I ragazzini dovrebbero allora sapere bene fin dai banchi di scuola che quello stesso simbolo e' anche stata la causa di dolore e persecuzioni per molti individui e popolazioni. Questo vale per (quasi) tutte le religioni, il muro della scuola e' uno spazio pubblico, e come tale, va usato per fini pubblicamente benefici. Quali siano questi fini, dipende da fattori che dubito conoscano a Bruxelles. Insomma, certe decisioni occorrerebbe farle localmente, quando possibile, garantendo il piu' possibile la possibilita' di scelta.
Insomma, l'analogia col colore dei muri che ho fatto sopra vale fino ad un certo punto.
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Diciamo pure che non vale un cazzo; anche perchè è un po' troppo semplicistico dire "se non ci sono muri blu, cambio scuola o paese". Uno potrebbe anche, molto banalmente, non averne la possibilità (fisica o economica).
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Non e' vero che non c'e' la possibilita, ma solo che i costi sono piu' alti per qualcuno che per altri, e che per qualcuno vale la pena sopportare il muro blu piuttosto che spostarsi. Se a qualcuno il blu da il mal di testa invece, trova il modo per spostarsi. Succede in continuazione, in tutte le classi sociali. Forse che i nigeriani che vengono in Italia illegalmente hanno ste grandi risorse per pagarsi il volo first class? No, semplicemente i costi di rimanere li', per loro, sono piu' alti che non i costi di emigrare.
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mantanendo la stessa linea degli esempi, se a qualcuno da fastidio il crocifisso appeso se ne dovrebbe andare in una città che non ne ha o cambiare addirittura stato (invece di far denunce e ricorsi)... forse è per questo che Moro non è più in Italia?
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Io ho letto il pensiero di tutti e quello che più si avvicina al mio è quello di Moro, ma a me il crocefisso non ha mai fatto fastidio. E poi sono d'accordo con chi ha detto che l'Italia non è mai stato un paese laico.
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Un mio vicino di casa, per intenderci quello che ha costruito il capitello di Padre Pio in via acque a lisiera, quello che ha stabilito che nel giorno di San Pio bisogna fare sagra nel piazzale condominiale, quello che ha scritto al giornale per far sapere al mondo che San Pio ha fatto un miracolo in via acque facendo ritornare in vita il suo ulivo che da tempo era morto o dato per morto anche da validi esperti botanici... insomma lui... ha piantato 2 bandiere (che di solito espone durante le feste comandate, 2 giugno, 4 novembre...) nel giardinetto di casa sua, quella italiana e quella europea, in cima a quella europea ci ha messo un bel crocifisso!
Sto aspettando di vedere cosa succederà nei prossimi giorni!
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Ah, è lui quel fesso ? Puoi piantargli una bandiera di Marilyn Manson in giardino ?
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si è lui! quello che ha fatto mettere almeno 10 indicazioni turistiche per il capitello, venendo da vicenza se ne contano almeno 6/7, da quinto 3, da bolzano non ho mai controllato... si è lui!!!!
è lo stesso che conta i preservativi che ci sono nei sacchi di chi non fa la raccolta differenziata
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Non sapevo del trafiletto sul giornale di vicenza del 12 novembre a pag. 31. Questo non sa più cosa fare per farsi notare.
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Dagli fuoco alla casa : sul giornale ci finisce di sicuro
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Rodaaaaa abita sotto di me e io devo vendere l'appartamento.... forse non mi conviene!
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allora dai fuoco direttamente a lui
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ah, giusto per la cronaca, alla sera, il furbone, ammaina bandiere e crocifisso! perché?
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Ecco una delle ultime, per stare in tema di utilizzo indegno della croce: vi ricordate che i proponenti sono quelli che tempo fa con la bandiera tricolore si sarebbero "puliti il culo"? beh, per la proprietà transitiva, deduco che si pulirebbero anche con il crocifisso, o sono troppo malizioso?
Collegamento a: http://www.corriere.it/politica/09_novembre_29/castelli_croce_bandiera_italiana_e48bb956-dd17-11de-8223-00144f02aabc.shtml
ps: non so linkare, qualcuno dei bufmaster lo può trasformare e poi mi fa una rapida lezione via mail personale?
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Zanna, questo è l'esempio lampante dell'ipocrisia imperante in certa gente, motivo per cui ho aperto questa discussione. Non tanto il crocefisso in se, come qualcuno ha erroneamente interpretato.
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ps: non so linkare, qualcuno dei bufmaster lo può trasformare e poi mi fa una rapida lezione via mail personale?
Caro cognatino, io mi sono impegnato per rendere il sito accessibile a tutti assecondando le volontà di Gude e forse posso fare ancora molto, ma anche gli utonti come te dovrebbero sforzarsi un minimo:
in homepage a sinistra c'è una colonna, lì troverai una voce "categorie & argomenti", dentro ad esse trovi la categoria "computer ed internet" e lì ci trovi un articolo-guida dove ho anche messo un collegamento ad una
Cercherò di metterlo più visibile e direttamente accessibile dalla homepage, tu intanto studiati la guida.
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grazie cognac! tuttavia, per un utonto recidivo come me, un collegamento che si scopre sotto un collegamento a cui si accede da un altro collegamento... beh, non è il massimo della facilità da scoprire... ma non polemizzo, illustro solo la mia ignoranza 
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Non ho capito una cosa: Se il tutto è una "minchiata", perché ne vuoi parlare anche qui?
Detto questo, a me da fastidio l'imposizione. Abbiamo vissuto per anni con il crocefisso in classe, senza che questo fosse un problema per nessuno: lo è diventato da quando la nostra è diventata una società multietnica.
Lo vogliamo togliere? Togliamolo. Per me cambia poco. Tanto non suggerisce certo le risposte agli studenti (casomai suggerisce "LA" risposta). Però credo che forse (forse) dovrebbero essere gli italiani a decidere. O no?