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Eliminazione: non si parla solo di complotti Commenti
di siracide, 21 Giugno 2002 stampa
Sempre a proposito dell'eliminazione dell'Italia, per chi vuole, ecco anche un articolo che non parla di complotto...
(letto su Kataweb Sport)

"C’è un gioco che finalmente riesce meglio: il dribbling alle dimissioni. Carraro e Trapattoni hanno giocato d’anticipo. Il presidente federale, che nel calcio mondiale vale poco meno di Fantozzi nei suoi film peggiori, ha detto che parlerà a Roma.

Quindi, mai. Trapattoni ha mimato in tv la sua protesta, trascurando la partita: fosse stato più attento, avrebbe inserito in tempo Montella o Delvecchio. Asciugate le lacrime ("Ho pianto di cuore", ha confessato) ha sbandierato il contratto rinnovato prima del mondiale, quando circolavano le voci di offerte della Lazio.

Niente dimissioni, quindi. La Federcalcio al momento non può sostituirlo per almeno tre motivi.
1) Carraro deve salvare la sua presidenza, non potrebbe licenziare neanche la sua colf filippina
2) La Federcalcio non può pagare un allenatore nuovo ed uno liquidato
3) Tranne Nevio Scala (esperienze internazionali, conoscenza del tedesco, adeguato prestigio) difficile trovare un tecnico disponibile. E comunque costerebbe troppo.

Carraro è più debole, ma solo in apparenza. I tifosi gli sono ostili. Sono molti ma nel calcio contano sempre meno. Purtroppo decidono i soliti pochi: Juventus e Milan, Giraudo e Galliani. Moratti sta al gioco. Sensi è contrario, insulta Carraro a prova di querele, ma finora gli è andata male.

Carraro esercita un comprensibile fascino sulle società. Molte le operazioni finanziarie che Mediocredito ha concluso con i club o con dirigenti di società. Cauto nel rinviare le polemiche, Carraro si era prima esibito in una raffica di accuse, urlava durante durante la partita contro tutti. Si è anche scagliato contro Licia Pellegrino, assistente di Antonio Matarrese, suo nemico. Lo rivela Fulvio Bianchi su Repubblica. Che c’entra la signora Pellegrino e che c’entra Matarrese se proprio Carraro ne ha svilito i poteri boicottando la sua presenza nelle centrali di poteri dell’Uefa e della Fifa?

La Federazione ha incassato sconfitte peggiori, altro che Corea. Doping, scommesse, passaporti. C’è stato un vuoto di potere sconfinato nell’anarchia. Una disfatta ai mondiali può essere rimediata da una Federazione forte, in grado di riaprire un ciclo imponendo soprattutto ai club e ai calciatori rapporti diversi con la Nazionale. Dimenticate le polemiche sullo scarso impegno di alcuni strapagati campioni italiani in nazionale? Con lo stesso divismo hanno affrontato ritiro e preparazione. I risultati si sono visti.

Se non si dimette il candido Carraro, ufficialmente in carica per spirito di servizio e amore dello sport, perché dovrebbe farlo Trapattoni che è un professionista? Gli han fatto male molti articoli. Si portava dietro l’etichetta dell’italianista, e lottava per liberarsene. Le grandi firme lo hanno descritto per la sua straripante umanità piuttosto che nelle sue prerogative tecniche. Ha abbracciato il personaggio nazionalpopolare che gli è stato ricucito addosso, spettacolarizzando non il gioco, ma se stesso.

Il Trap di una volta avrebbe smentito arrossendo la storia dell’acqua santa piuttosto che propagandarla. A tratti sembrava pronto per presentare Sanremo piuttosto che disegnare schemi delle gare mondiali e gestire calciatori.
Rimarrà. Può essere ancora utile se dimenticherà l’alibi degli arbitri e riconoscerà le più profonde verità del tonfo coreano: i limiti di calciatori sopravvalutati, i suoi errori nella formazione, i suoi ritardi nei cambi.

Dovrà cercare giocatori e allevarli, senza il rischio di provarli e bruciarli agli Europei, come ha appena fatto con Doni. Per riuscirvi dovrà dare di nuovo quello spirito antico del Club Italia, riunendo gli uomini in un progetto, i giocatori in un gruppo di lavoro. A 63 anni, visto che insiste, rimane. Può essere ancora utile alla nazionale, ma soprattutto a se stesso: deve rifarsi un’immagine. Cambiando modello. Si ispiri al Trap degli scudetti juventini e di quello interista. Se il suo mito è ancora lo showman degli ultimi tempi, si dimetta. Ha vinto troppo per sprecare tutto."

1 commento
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  di Roda, 21 Giugno 2002, 19:14 permalink
Vorrei averlo scritto io.
Sono commosso.

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