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Fantasmi di pietra Libri
di siracide, 10 Ottobre 2007 stampa
Divorato...
E' uno degli ultimi libri di Mauro Corona.
L'ho divorato (pur con i miei tempi non certo da record) nel senso che non sono riuscito a prendermi pause, cercavo di sfruttare ogni minuto a disposizione per leggerlo, come non mi è capitato quasi mai, tanto da stupire mia moglie. Ve ne parlo oggi, nell'anniversario del Vajont.
Un libro aspro ma meraviglioso, rude ma sempre poetico...

Si tratta di un romanzo dedicato a Erto, quel paese sconvolto dal disastro del Vajont. Toccato solo in parte dall'acqua, ma nell'animo è stato distrutto completamente e progressivamente abbandonato. C'è un paese nuovo poco più in là, ma non è certo Erto, in cui sopravvivono ancora pochissime persone.
Un posto che, come altri in quella zona, è entrato a far parte anche della mia vita e del mio animo, avendovi passato mesi a correre lungo strade e sentieri durante l'anno di leva. Il solo pensiero di queli luoghi mi fa venire il "magone" per i legami che mi son rimasti dentro dopo quel periodo intensamente vissuto.

In molti parlano di questo romanzo come una specie di Antologia di Spoon River.

Corona ripercorre le 4 strade deserte, porta a porta, casa per casa. E lo fa nelle varie stagioni dell'anno (in cui è suddiviso il libro). Ogni sasso, ogni passo, ogni trave rimasta, richiamano i fantasmi dei ricordi che si accavallano con storie vere e terribili, altre tanto incredibili da diventar leggende, altre serene e magiche.
E' il racconto di persone e luoghi, visti con gli occhi dell'autore bambino, ma descritti con il senno di poi dell'adulto disulluso e cresciuto di colpo in una terribile notte di 44 anni fa.
E' la storia di uno spaccato di una piccola comunità, quasi un esercizio antropologico su quella vitalità spezzata improvvisamente e poi lentamente perduta.
Corona, con un amore infinito per la terra natale, scrive un'accusa e una preghiera: non abbandonare (e non abbandonarsi); tornare a popolare le antiche case per non perdere qualla pace e quei valori che sembrano rimasti anch'essi abbandonati là inchiodati ai muri pericolanti. Che vengano anche turisti o stranieri, purchè non rimangano solo i fantasmi di pietra.
 
"Quando saremo vecchi, lungo le vie della Erto morta ci spierà la nostra infanzia, ci sorriderà la nostra adolescenza. Entrambe verranno a rammentarci i tempi felici, quando il paese era vivo e brulicante di gente, e si viveva in pace nel lavoro e nelle feste, e noi eravamo giovani, pieni di esuberanza e di entusiasmo. Cose che oggi non abbiamo più. E non abbiamo più nemmeno il nostro paese"
 
"Rottamare è il verbo del terzo millenio. Rottamare oggetti ancora buoni, perfettamente funzionanti, a favore di pezzi uguali solo più moderni"
 
"Da tempo non accumulo scorte, consumo le cose sul posto, come la vita. non cerco depositi, non faccio il ghiro che ammassa quanto più cibo riesce per poi addormentarsi nelle braccia dell'inverno. Noi ci addormentiamo nelle braccia della morte. Dopo i cinquanta, se uno non è proprio tonto, sa che la vita va mangiata direttamente dall'albero, non va raccolta in cete per farne provvista. Dopo i cinquanta, il tempo si mette a correre, accelera. la velocità fa perdere i pezzi per strada: cadono capelli, denti. la vista diminuisce, si diventa miopi, presbiti, i più sfigati impotenti. Le ossa cigilano, la schiena scricchiola come una vecchia gerla stretta fra le ginocchia. Il recupero dopo una sbronza richiede tre giorni, per non parlare di altri recuperi. E' una tristezza. Si tira avanti, allora, con l'accortezza di non fare deposito, di non mettere la vita in banca sperando di ritirarla con gli interessi."

 

4 commenti
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Nota: i commenti sono di proprieta' degli autori, che ne sono responsabili.

  di Io, 11 Ottobre 2007, 09:11 permalink

leggerò quel libro.

E' una storia che mi ha sempre colpito tanto, sarà perchè conosco le zone, sarà perchè mio nonno aveva prestato soccorso all'epoca, sarà perchè.. non lo so..
Ciclicamente torno a Longarone e le emozioni che provo salendo alla diga sono fortissime


Credo tu abbia già visto lo spettacolo di Paolini sul Vajont.

Se non è cosi te lo consiglio 

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  di siracide, 11 Ottobre 2007, 09:32 permalink

Sì, grazie, visto, rivisto, videoregistrato e comprato.

Al di là della vicenda (che ha toccato direttamente anche la famiglia di mio padre), i luoghi sono veramente interessanti sotto vari aspetti: da quello antropologico di alcune zone isolate a quello scientifico/ambientale, per la geologia, per particolari nicchie ecologiche e biotopi (si legge con l'accento sulla prima 'o'). Ricordo che nel periodo di stesura della mia tesi di laurea in biologia, c'erano numerose ricerche in atto riguardanti l'areale delle dolomiti bellunesi.

Di Mauro Corona ci sono molti libri validi, sempre legati alle sue esperienze di vita e quindi necessariamente ai luoghi e alla vicenda Vajont. 

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  di elmoro, 14 Ottobre 2007, 15:03 permalink
mi piacerebbe sapere se c'e' qualcuno che non l'ha visto
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  di sgorbio, 12 Ottobre 2007, 18:28 permalink

Invece io a ... anni compiuti mi sono tolta la curiosità di leggere "il giornalino di Gian Burrasca" di Vamba. E mi sono scompisciata dalle risate soprattutto quando il pensiero andava alla serie Tv che ricordo benissimo. Chissà perchè non si decidono a riproporlo almeno in dvd.

Questo me lo sono letto in ufficio nei momenti di noia che sono tanti da quando mi hanno tolto internet.

A casa sto leggendo "la cattedrale del mare" primo romanzo di uno spagnolo (ma va?... ma dai?) abientato nella Barcelona dell'inquisizione, non l'ho ancora finito ma è molto accativante. 

 

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